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Il Brasile dice addio al foie gras: è il secondo Paese al mondo a vietarne produzione e vendita

Pubblicato il: 12/08/2026
Autore: Redazione GreenCity
Firmata dal presidente Lula la Legge n. 90/2020, che vieta su tutto il territorio nazionale la produzione, l'importazione e la commercializzazione del controverso prodotto derivato dall'alimentazione forzata.

Il Brasile compie una svolta storica nella tutela dei diritti degli animali, diventando il secondo Paese al mondo - dopo l'India - a bandire completamente sia la produzione che la vendita del foie gras, nonché il primo in assoluto nell'emisfero occidentale e in America Latina a farlo attraverso una legge federale. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha infatti firmato la Legge n. 90/2020, che vieta in tutto il territorio nazionale la produzione, l'importazione, l'esportazione e la commercializzazione di qualsiasi alimento ottenuto mediante l'alimentazione forzata degli animali (gavage).

Questo traguardo epocale è il risultato diretto di oltre sei anni di attività di advocacy politica, investigazioni e mobilitazione sociale promosse da Animal Equality in Brasile, con il supporto di organizzazioni partner e della società civile. Il percorso legislativo, sostenuto dal senatore Eduardo Girão, trae le sue origini da un lungo impegno iniziato nel 2015, quando il Comune di San Paolo aveva tentato di introdurre un divieto locale, successivamente annullato dai tribunali per difetto di competenza territoriale. La nuova normativa federale colma definitivamente questo vuoto giuridico.

Il foie gras si ottiene sottoponendo anatre e oche a un brutale processo di alimentazione forzata volto a provocare deliberatamente una steatosi epatica (il cosiddetto "fegato grasso"), facendo aumentare il volume dell'organo fino a dieci volte rispetto alla norma. Per indurre questa condizione patologica, gli animali vengono alimentati due volte al giorno tramite un tubo metallico lungo circa trenta centimetri inserito direttamente nella gola: un trattamento che, rapportato a un essere umano adulto di ottanta chili, equivarrebbe a costringerlo a ingerire circa tredici chili di cibo in pochi secondi per due volte al giorno.

Dal punto di vista economico, il foie gras non ha mai rappresentato un settore rilevante per il Brasile, rimanendo un prodotto di lusso per una ristretta nicchia con prezzi che possono raggiungere i 5.000 reais al chilogrammo (circa 861 euro). Attualmente, i soli due allevamenti brasiliani dediti a questa attività risultano già sottoposti a embargo. Sebbene la produzione sia limitata o vietata in diverse altre nazioni - tra cui Regno Unito, Germania, Italia, Polonia, Argentina e Australia -, l'introduzione di un divieto totale che include anche la vendita rappresenta un precedente di straordinaria importanza globale, consolidando l'impegno internazionale contro le pratiche di allevamento più cruente.



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Categorie: Ambiente

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