L'innalzamento delle temperature medie globali di 1,3 °C e il progressivo degrado degli ecosistemi stanno trasformando il cambiamento climatico in una drammatica emergenza di salute pubblica. In occasione della Giornata Mondiale One Health, la pubblicazione del rapporto decennale del Lancet Countdown on Health and Climate Change traccia un bilancio stringente sulle ripercussioni sanitarie ed economiche del clima: il caldo estremo causa circa 541.000 decessi all'anno (con picchi storici arrivati a 710.000 morti, il 68% dei quali direttamente attribuibile alle attività antropiche), mentre la perdita di 573 miliardi di ore di lavoro annuali riduce il Prodotto Interno Lordo dei Paesi più vulnerabili fino al 5%.
Il quadro epidemiologico mostra una stretta correlazione tra l'alterazione degli habitat e la trasmissione dei patogeni. Tre malattie infettive emergenti su quattro – e il 60% delle infezioni umane complessive – sono di origine animale. Un fenomeno che non riserva soltanto le nazioni a basso indice di sviluppo umano, dove oltre il 70% dei contesti fragili sconta l'assenza di Piani nazionali di adattamento sanitario adeguati. Come evidenziato dall'esperta di salute pubblica di Amref Micol Fascendini, gli effetti dell'innalzamento termico si manifestano in modo evidente anche in Italia, dove tra gennaio e settembre 2026 si sono registrati oltre 300 casi di virus Dengue (di cui 47 autoctoni) e 700 casi di West Nile, con 54 decessi associati.
La risposta operativa richiede il superamento degli interventi settoriali a favore di una visione d'insieme che tuteli simultaneamente la salute umana, l'ambiente e il patrimonio zootecnico. In questo contesto si inserisce l'esperienza di Amref Health Africa, che insieme a VSF Svizzera e ILRI, e con il contributo della Cooperazione Svizzera (SDC), ha sviluppato il progetto HEAL (One Health for Humans, Environment, Animals and Livelihoods). L'iniziativa, premiata dalla FAO, opera attraverso le One Health Units (OHU): cliniche mobili multidisciplinari che affiancano medici, veterinari ed esperti ambientali per garantire assistenza integrata nelle aree pastorali di Etiopia e Kenya. I risultati consuntivati dal programma contano oltre 300.000 persone assistite con cure primarie, la vaccinazione o cura di oltre 2,5 milioni di capi di bestiame (a tutela di 85.000 famiglie) e la rigenerazione di 1,2 milioni di ettari di pascoli.
L'impatto sul campo trova riscontro nelle testimonianze del testimonial Martin Castrogiovanni, che ha preso parte a una missione con le unita mobile in Etiopia, e del medico veterinario Abdisemur Abdikadir (Laboratorio Regionale della Liben Zone), i quali sottolineano la necessità di un approccio coordinato per prevenire focolai epidemici e arginare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza. La convergenza tra salute e salvaguardia dell'ambiente sarà al centro dell'Action Agenda dei prossimi vertici internazionali, con Amref pronta a portare la propria testimonianza e i dati dei progetti sul campo alla COP31, in programma in Turchia dal 9 al 20 novembre, supportata dalle iniziative di divulgazione e sensibilizzazione giovanile dei progetti Y-ACT e TESSERE.
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Categorie: Ambiente
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