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Direttiva Case Green: non basta isolare, la qualità dell'aria interna entra tra i requisiti obbligatori degli edifici

Pubblicato il: 04/11/2026
Autore: Redazione GreenCity
L'attuazione della normativa UE 2024/1275 impone standard di salubrità negli ambienti chiusi per prevenire condensa e muffe nelle abitazioni riqualificate, in un contesto nazionale dove oltre il 45% degli immobili residenziali si trova ancora nelle classi energetiche più basse.

Nel dibattito sull'attuazione della direttiva europea sulla prestazione energetica nell'edilizia (UE 2024/1275, nota come Case Green), il recepimento degli obiettivi di efficienza energetica si intreccia con il tema della salubrità degli ambienti interni. L'articolo 13 della normativa impone infatti agli Stati membri di definire requisiti specifici per garantire adeguati standard di qualità dell'aria e mantenere un microclima sano negli edifici. L'esigenza viene evidenziata da DrySolutions, partner Helty in Liguria, che sottolinea come la sola coibentazione senza un'adeguata ventilazione meccanica controllata (VMC) esponga gli immobili riqualificati al rischio di condensa e formazione di muffe.

Il quadro del patrimonio edilizio italiano presenta un significativo ritardo rispetto ai target comunitari, che prevedono una riduzione del consumo medio di energia primaria nel settore residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2020. Secondo il Rapporto sulla certificazione energetica firmato da ENEA e CTI, il 45,3% degli Attestati di Prestazione Energetica emessi nel 2024 per uso residenziale appartiene alle classi F e G, le meno efficienti del sistema di classificazione. Inoltre, rilevazioni Eurostat indicano che nel 2023 il 17,1% della popolazione risiedeva in abitazioni caratterizzate da problemi strutturali come infiltrazioni, infissi deteriorati o umidità.

Le carenze nella ventilazione degli spazi chiusi comportano conseguenze dirette sulla salute pubblica. La sintesi dell'Istituto Superiore di Sanità basata sulle linee guida dell'OMS evidenzia che nei Paesi industrializzati circa il 13% dei casi di asma cronica infantile è causato dall'eccesso di umidità negli edifici. In Italia, i dati del Ministero della Salute citati nel Rapporto ISTISAN attribuiscono agli allergeni indoor (muffe, acari e derivati animali) oltre 160.000 casi di asma bronchiale all'anno tra bambini e adolescenti, con una spesa sanitaria diretta che supera gli 80 milioni di euro all'anno.



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Categorie: Casa

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