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Muffa e condensa in casa: il problema invernale che colpisce quasi un italiano su sei

Pubblicato il: 29/10/2026
Autore: Redazione GreenCity
Tra le altre cose è fondamentale detergere regolarmente le superfici umide, trattare tempestivamente le macchie di muffa con prodotti a base d'acqua, effettuare la manutenzione di filtri e condizionatori e limitare il numero di piante da appartamento.

Con l'arrivo della stagione fredda e l'accensione dei riscaldamenti torna ad accentuarsi nei fabbricati di Genova e della Liguria il problema della condensa e delle formazioni fungine indoor. Secondo le ultime rilevazioni Eurostat, il 17,1% della popolazione italiana risiede in abitazioni caratterizzate da infiltrazioni, infissi deteriorati o pareti e pavimenti umidi. I rischi per la salute sono evidenziati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute (Rapporto ISTISAN 13/39dell'ISS), che associano all'umidità e agli allergeni indoor il 13% dei casi di asma cronica infantile nei Paesi industrializzati e oltre 160.000 casi di asma bronchiale annui tra giovani e adolescenti in Italia, con costi sanitari diretti superiori a 80 milioni di euro.

Come spiegato dall'ingegner Massimo Cesana, fondatore di DrySolutions (partner Helty per la Liguria), nei mesi invernali la tendenza a mantenere le finestre chiuse impedisce la dispersione dell'umidità generata dalle normali attività domestiche. Per superare la contraddizione tra necessità di aerazione e dispersione termica, l'azienda propone l'adozione della ventilazione meccanica controllata (VMC) decentrata, un sistema idoneo a garantire il ricambio continuo dell'aria, l'espulsione di CO₂ e umidità, il filtraggio degli inquinanti e il recupero del calore in uscita. L'intervento d'installazione si completa nell'arco di una giornata senza opere murarie invasive, garantendo consumi ridotti e gestione tramite smartphone.

A supporto della prevenzione, il Ministero della Salute indica otto raccomandazioni pratiche per la gestione degli ambienti domestici. Risulta primario mantenere l'umidità relativa sotto il 50% monitorandola con un igrometro, arieggiare tempestivamente in presenza di condensa (specialmente dopo l'uso di cucina e doccia) ed evitare di stendere il bucato all'interno o posizionare tappeti e moquette in bagno e lavanderia.

Ecco le indicazioni del Ministero della Salute per prevenire umidità e muffe in casa.

  1. Tenere d’occhio l’umidità.L’umidità relativa interna va mantenuta sotto il 50%. Un igrometro da pochi euro permette di controllarla.
  2. Arieggiare quando compare la condensa.Va eliminata la causa e l’ambiente va ricambiato spesso, soprattutto dopo doccia e cottura dei cibi.
  3. Non stendere il bucato al chiuso.I panni non vanno lasciati a lungo ad asciugare in stanze chiuse e poco ventilate.
  4. Niente tappeti in bagno, cucina e lavanderia.Tappeti e moquette trattengono l’umidità proprio dove ce n’è di più.
  5. Pulire con regolarità le superfici a rischio.Vanno lavate tende della doccia, lavandino, vasca e pareti di bagno e cucina, insieme alle guarnizioni e alle vaschette dell’acqua dei frigoriferi.
  6. Trattare subito le macchie.Le macchie di muffa si eliminano con pitture o trattamenti antimuffa a base d’acqua.
  7. Fare manutenzione agli impianti.Umidificatori, condizionatori e sistemi di ventilazione meccanica vanno controllati con regolarità, in particolare filtri e bocchette esterne.
  8. Non esagerare con le piante.Le piante aumentano l’umidità e possono disperdere spore nell’aria quando vengono annaffiate, spostate o rinvasate.


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Categorie: Casa

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