Cittadini per l’Aria: in Italia possibili 15.000 morti premature in più per smog entro il 2030

Pubblicato il: 26/02/2016
Autore: Redazione GreenCity

"La necessità di proteggere la salute dei cittadini deve imporre al nostro governo di cambiare posizione nell'attuale negoziazione o i cittadini italiani sapranno a chi ricondurre in futuro le molte morti premature dei prossimi anni" ha dichiarato Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria Onlus.

"ll basso livello di ambizione del Governo Italiano in ordine alla riduzione delle emissioni a livello nazionale, rispetto allo scenario proposto dalla Commissione Europea nel progetto di Direttiva NEC, sarà responsabile, se non modificato, di 15.000 le morti premature aggiuntive in Italia da oggi al 2030" a sostenerlo in una nota è la Onlus Cittadini per l’Aria
"Il nostro Paese “vanta” due procedure di infrazione pendenti e il più alto numero di morti premature  in Europa: il Governo Italiano dovrebbe quindi essere leader per impegno sull'aria ed ha, al contrario, ridotto in modo inaccettabile il livello di ambizione delle politiche italiane per i prossimi 15 anni, riducendo di 8 punti percentuali la riduzione al 2030 dei livelli di ammoniaca e di oltre 10 punti la riduzione prevista al 2030 per il PM 2.5"
I dati italiani sulle morti premature, stimati per Cittadini per l’Aria dallo European Environment Bureau (EEB), spinge la Onlus a lanciare ancora una volta un appello affinché nel nostro Paese si prenda più sul serio la questione della riduzione delle emissioni per ridurre al piu' presto l'impatto che queste hanno sulla salute degli italiani.
Un primo passo fondamentale è la negoziazione fra il Consiglio, il Parlamento e la Commissione Europea sulla Direttiva NEC, la normativa che può consentire di fare da traino alle politiche per la qualità dell'aria nei prossimi 15 anni in Europa, che parte in questi giorni. La proposta italiana attuale andrebbe quindi ad aggiungere 15.000 morti premature in più da qui al 2030 alle 650.000 che già sono previste in base alla proposta della Commissione Europea. Servono, insomma, politiche più incisive e coraggiose anche da parte dell’Europa. 
“Quelle 15.000 morti aggiuntive sono in grande misura conseguenti alle pressioni di settori, come quello agricolo e automotive, che devono assumersi la responsabilità di contribuire alla soluzione del grave problema dell'inquinamento atmosferico e cambiare passo da ora. La necessità di proteggere la salute dei cittadini deve imporre al nostro governo di cambiare posizione nell'attuale negoziazione o i cittadini italiani sapranno a chi ricondurre in futuro le sanzioni e le molte morti premature dei prossimi anni. È ora dire forte e chiaro che è inaccettabile che per difendere gli interessi di settori fortemente inquinanti - il nostro governo tenti di indebolire le norme europee a scapito della salute e della stessa vita dei suoi cittadini” ha dichiarato Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria Onlus
I numeri sono stati calcolati con la seguente metodologia: è stato dapprima comparato il tasso di mortalità da inquinamento dell'aria nel 2012, fornito dall'Agenzia Europea dell'Ambiente, con il tasso di mortalità obiettivo per il 2030, stabilito dalla Commissione Europea nella sua proposta. Poi è stato calcolato il numero di morti aggiuntive dovute ai limiti meno stringenti proposti da Paesi come l'Italia, la Romania o la Polonia. È stato ipotizzato che la riduzione del tasso di mortalità dal 2012 al 2030, che rimane l'obiettivo della normativa, sia lineare, cioè costante nel tempo. Inoltre i vari tipi di inquinanti sono stati cumulati ed espressi come PM-equivalenti: ad esempio 1 tonnellata di PM ha, in media lo stesso effetto di 5,15 tonnellate di ammoniaca o 14,9 tonnellate di NOx.

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Categorie: Ambiente

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