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Il Politecnico di Torino conquista la vetta del Monte Rosa: installata la stazione GPS più alta d’Europa

Pubblicato il: 24/06/2026
Autore: Redazione GreenCity
A 4.556 metri di altitudine, la Capanna Regina Margherita ospita la nuova infrastruttura scientifica dedicata al monitoraggio dei ghiacciai e degli effetti del cambiamento climatico in ambiente estremo.

Il Politecnico di Torino ha completato con successo un’impresa tecnologica di eccezionale rilievo, installando la stazione permanente GNSS più alta d’Europa presso la Capanna Regina Margherita, situata a 4.556 metri di quota sulla vetta del Monte Rosa. Questa nuova infrastruttura rappresenta un presidio scientifico senza precedenti, progettato specificamente per il monitoraggio continuo dei ghiacciai e dei fenomeni di dissesto idrogeologico strettamente correlati all'innalzamento delle temperature globali. L'operazione ha richiesto una pianificazione logistica e tecnica estremamente meticolosa, che ha visto una squadra composta da docenti, ricercatori e tecnici raggiungere la vetta attraverso una combinazione di trasporti in elicottero e ascese alpinistiche, posizionando l'antenna sull'affilata cresta Signal, l'unico sito ritenuto idoneo e stabile per garantire l'affidabilità dei dati.

L'installazione si inserisce nel cuore del progetto di ricerca MOHYCAM, finanziato dalla Fondazione CARIPLO, un’iniziativa multidisciplinare che vede la collaborazione del Politecnico di Torino, del Politecnico di Milano, dell’Università di Milano e del Comune di Macugnaga. L'obiettivo primario è lo studio approfondito dei sistemi di monitoraggio del territorio alpino, un ambiente che sta subendo trasformazioni radicali a causa della fusione dei ghiacciai. La stazione non agisce isolatamente, ma costituisce un nodo fondamentale di un ecosistema tecnologico che, integrandosi con le rilevazioni meteorologiche dell'ARPA Piemonte già presenti in loco, permetterà di analizzare con estrema precisione l’interazione tra i dati meteo e il segnale satellitare, migliorando drasticamente la modellazione dei fenomeni atmosferici e la comprensione della dinamica territoriale in alta quota.

La resilienza dell'infrastruttura è stata la sfida principale durante la fase di progettazione, dato che le temperature estreme della vetta possono spingere la strumentazione ai limiti delle capacità operative. Per superare questi ostacoli, il gruppo di Geomatica del Glacier Lab del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI), con il supporto del Dipartimento di Architettura e Design (DAD), ha collaborato con la ditta Stonex per realizzare un prototipo di strumentazione derivato da esperienze antartiche. Alimentato autonomamente tramite pannelli solari e batterie tampone gestite da remoto, il sistema trasmette i dati in tempo reale ai laboratori torinesi, fungendo da perno per un più vasto progetto di monitoraggio multi-sensore. Grazie a questo strumento, la ricerca scientifica potrà osservare con accuratezza millimetrica l’evoluzione dei ghiacciai, fornendo dati cruciali per lo sviluppo di strategie di mitigazione dei rischi naturali e per la comprensione a lungo termine dell'impatto del cambiamento climatico sulle fragili dinamiche delle Alpi.



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Categorie: Ambiente

Tag: Ambiente