In occasione della Giornata Mondiale degli Squali, che si celebra il 14 luglio, emerge dal Golfo di Trieste un esempio virtuoso di come la ricerca scientifica possa favorire una convivenza sostenibile tra uomo e fauna marina. Protagonista di questa vicenda è la vaccarella di mare, una specie di razza classificata come in pericolo critico di estinzione dall'IUCN, che negli ultimi anni ha causato danni economici significativi agli allevamenti di mitili di Grignano. Per rispondere a questa sfida, l'Area Marina Protetta di Miramare, Oasi WWF, ha promosso una sperimentazione volta a mitigare la predazione senza arrecare alcun danno agli animali, trasformando una situazione di conflitto in un'opportunità di tutela della biodiversità.
Le attività di monitoraggio condotte negli anni hanno confermato che il Golfo di Trieste rappresenta un sito cruciale nel Mediterraneo per l'aggregazione di questa specie. Per gestire l'interazione con le attività produttive, ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Padova, in collaborazione con la Cooperativa Shoreline e l'AMP Miramare, hanno installato un sistema di deterrenti magnetici sulle reste utilizzate per la coltivazione dei molluschi. Questo progetto si inserisce nel più ampio contesto del programma europeo LIFE PROMETHEUS, che mira a sviluppare e replicare tecnologie - tra cui deterrenti magnetici ed elettrici - capaci di ridurre le catture accidentali di squali e razze in diverse tipologie di pesca, favorendo il recupero di specie minacciate come lo squalo mako e la verdesca.
Questa esperienza pilota dimostra che la sfida della conservazione non impone di scegliere tra la tutela della natura e le attività economiche, ma richiede un investimento in conoscenza e innovazione. La capacità di sviluppare soluzioni tecniche efficaci permette infatti di conciliare la protezione degli ecosistemi con le esigenze dei lavoratori del mare. Tuttavia, per garantire un futuro reale a squali e razze nel Mediterraneo, dove oltre il 60% delle specie valutate è a rischio di estinzione, è necessario un impegno istituzionale coordinato. Il WWF ribadisce in questa giornata l'urgente necessità che l'Italia adotti finalmente un Piano d'Azione Nazionale per gli Elasmobranchi.
Un simile documento, promosso dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, sarebbe fondamentale per mettere a sistema le conoscenze scientifiche acquisite e definire strategie gestionali omogenee su tutto il territorio. Rafforzare la protezione degli habitat critici, migliorare la gestione della pesca e monitorare costantemente le popolazioni sono passaggi essenziali per garantire il buon funzionamento degli ecosistemi marini, di cui squali e razze sono componenti indispensabili. Il caso di Trieste è dunque un invito a proseguire su questa strada, utilizzando la scienza come ponte per far sì che la biodiversità e le attività umane possano prosperare insieme.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di GreenCity.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.
Categorie: Ambiente
Tag:
Notizie che potrebbero interessarti:
Giornata Mondiale degli Squali: dal Golfo di...
SynFONy 2026: i traghetti diventano laboratori...
Roma, l'emergenza caldo è strutturale: il nuovo...
Il Politecnico di Torino conquista la vetta del...
Clima e correnti oceaniche: il futuro...
Siccità, l'allarme di Finapp: Alpi senza neve e...