In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, i dati diffusi da Finapp tracciano un quadro allarmante per la tenuta idrica dell'Italia. La tecnologia all'avanguardia della spin-off dell'Università di Padova, che utilizza i raggi cosmici e la fisica dei neutroni per monitorare l'umidità del suolo e la neve, ha evidenziato una situazione di estrema vulnerabilità per il Settentrione. Il dato più critico riguarda l'acqua stoccata nel manto nevoso alpino, che registra un crollo del -61% rispetto a una stagione normale e un ulteriore calo del -20% rispetto al 2025, un anno che era già stato fortemente al di sotto delle medie storiche. Questa drammatica riduzione azzera di fatto le riserve estive in quota, impedendo ai corsi d'acqua del Nord Italia di contare sul consueto apporto vitale del disgelo nei prossimi mesi.
Parallelamente alla crisi delle nevi, l’umidità profonda del terreno, o Soil Moisture, conferma uno stato di sofferenza diffusa. A livello nazionale, da inizio anno si è registrata una contrazione del -12,4% rispetto al 2025. Nel solo mese di maggio, il valore dell'idratazione del suolo è sceso al 23,2%, segnando un crollo del -34,6% rispetto al 2024. Questa carenza idrica colpisce in modo particolarmente duro il Nord Italia, dove i terreni, già compatti e secchi prima dell'inizio dell'estate, presentano un -30% di umidità rispetto a maggio 2025, riducendo drasticamente la capacità del suolo di trattenere l'acqua.
Il quadro nazionale, tuttavia, appare spaccato in due. Se il Settentrione affronta l'avvio della stagione calda in condizioni di profonda criticità, il Mezzogiorno ha beneficiato nella parte finale della primavera di piogge che hanno permesso ai valori di umidità di attestarsi su livelli stabili e superiori del +13,3% rispetto al 2025. Ciononostante, il monitoraggio di Finapp suggerisce che l’anomalia climatica stia iniziando a estendersi anche al Sud: nel mese di maggio, l'umidità volumetrica nel Meridione è scesa al 20,8%, evidenziando un'inversione di tendenza con un calo del -5,4% rispetto all'anno scorso.
Angelo Amicarelli, CSO di Finapp, sottolinea che il Nord si appresta ad affrontare l'estate partendo da un forte svantaggio, evidenziando la necessità di un cambio di paradigma nella gestione delle risorse. Secondo l'esperto, la valutazione del rischio non può più limitarsi alle previsioni meteo a breve termine, ma deve fondarsi sullo stato reale e oggettivo del territorio. La combinazione tra il crollo della riserva nevosa, l'aridità dei suoli settentrionali e la contrazione dell'idratazione profonda impone a consorzi e istituzioni una pianificazione immediata della risorsa idrica, che superi la logica dell'emergenza per adottare strategie basate sui dati storici e scientifici, indispensabili per garantire la resilienza del sistema agricolo e idrico nazionale in uno scenario climatico sempre più instabile.
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Categorie: Ambiente
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