Legambiente: spiagge, non più vendute ma regalate

Pubblicato il: 17/12/2013
Autore: Redazione GreenCity

Legambiente: “Ricco Natale per i gestori. Babbo Natale/Letta porta il condono sui canoni di concessione”.

"Sarà un bel Natale questo del 2013 per i gestori delle spiagge italiane. Se è svanita infatti la possibilità (almeno per ora) di acquistare le aree demaniali, il Babbo Natale del governo Letta non delude i concessionari e concede un sostanzioso condono sui canoni di concessione, così chi non aveva pagato fino ad oggi, se la caverà pagando solo il 30% subito, oppure il 70% rateizzato" afferma in una nota Legambiente.
“Questo condono è uno scandalo  - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –. Se prima si volevano vendere le spiagge, ora si decide di regalarle direttamente, perché di vero e proprio regalo si tratta se si decide di sanare con il 30% del dovuto i contenziosi con quanti non hanno digerito i timidi adeguamenti tariffari voluti dal Governo Prodi. Perché lo Stato deve rinunciare agli introiti – peraltro bassissimi – che gli spettano, quando gli stabilimenti balneari continuano ad incassare cifre elevatissime rispetto ai canoni richiesti? Francamente non si capisce per quale motivo il comune cittadino debba pagare tasse e affitti salati e chi guadagna con la gestione di un bene demaniale, e quindi comune, possa continuare ad agire e guadagnare in modo privilegiato. Il condono sui canoni demaniali infine è un vero e proprio sberleffo in faccia ai titolari di concessioni onesti che hanno pagato finora il dovuto e che si ritrovano ad assistere alla beffa dei soliti furbi”. 
Nel nostro Paese nel 2012 sono stati incassati dallo Stato appena 102 milioni di euro dai canoni demaniali a fronte di un fatturato da parte delle circa 30.000 imprese balneari che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro.
I canoni di concessione, tradizionalmente risibili, erano stati timidamente adeguati dalla finanziaria 2007 del Governo Prodi e portati a 1,27 euro centesimo metro/q all'anno per le aree scoperte e 2,12 euro metro/q anno per le aree dove insistono attività. "C'è da dire che nessuno dei Governi che si sono susseguiti al Governo Prodi ha mai impugnato o messo mano a quella normativa. Ora ci sta pensando il Governo Letta" conclude Legambiente.

Categorie: Ambiente

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