Anche Emma Thompson protesta contro la Shell a Londra insieme a Greenpeace

Pubblicato il: 04/09/2015
Autore: Redazione GreenCity

Emma Thompson e 64 attivisti portano gigantesco orso polare davanti a palazzo di Shell a Londra.

Una colossale riproduzione di un orso polare delle dimensioni di un autobus a due piani è stata trasportata da 64 attivisti di Greenpeace davanti al quartier generale della Shell a Londra. Agli attivisti si è unita anche la celebre attrice e sceneggiatrice britannica Emma Thompson, che ha contribuito a sistemare il gigantesco orso polare a pochi metri dall’ingresso del palazzo della multinazionale petrolifera anglo-olandese.
Parlando alla stampa di fronte al palazzo di Shell, Emma Thompson ha dichiarato che sarà la prima tra le decine di persone che disobbediranno all’ingiunzione legale che vieta al personale di Greenpeace UK e agli attivisti di oltrepassare una linea tracciata intorno all'edificio Shell di Londra.
«Sono stata nell’Artico, ho visto la bellezza, ho visto la natura, e il mio cuore soffre nel pensare che in questo momento Shell sia proprio lì, a trivellare per cercare quel petrolio che non solo minaccia il loro habitat ma anche il nostro», afferma Emma Thompson. «È per questo che sono qui, per dire no. Perché tutto questo deve finire. Insieme ad altri milioni di persone chiedo che Shell vada via dall’Artico, e questo gigantesco orso polare è qui per ruggire con tutte le nostre voci».
Solo due settimane fa, Shell ha ottenuto dall’amministrazione Obama il via libera definitivo per poter iniziare le trivellazioni nell’Artico. In queste ore Shell è all’opera, alla ricerca frettolosa di nuove riserve di petrolio, avendo a disposizione una finestra di poche settimane, fino al 28 settembre, prima che le operazioni siano rese impossibili dall’arrivo dell’inverno.
Le estreme condizioni artiche, con giganteschi iceberg in movimento e mari tempestosi, rendono estremamente rischiose le trivellazioni offshore nell’Artico. Lo stesso governo degli Stati Uniti stima che ci sia il 75 per cento di probabilità di un ingente sversamento di petrolio. E gli scienziati affermano che, se dovesse succedere, sarebbe impossibile rimediare al danno, con pesanti conseguenze sulla fauna, unica e preziosa, dell’Artico.
Ricerche dimostrano come le trivellazioni nell’Artico siano incompatibili con il mantenimento della temperatura del Pianeta entro i 2°C rispetto ai livelli pre-industriali, un obiettivo su cui convergono molti governi. Nelle ultime settimane, figure pubbliche come Al Gore, Hillary Clinton e l’Arcivescovo di Canterbury hanno espresso preoccupazione circa la ricerca di petrolio nell’Artico.

Categorie: Ambiente

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