Presentati ad Ecomondo i risultati del progetto Life Recoil per il recupero dell'olio vegetale usato in cucina

Pubblicato il: 10/11/2014
Autore: Redazione GreenCity

Oltre 2 mila i litri di olio vegetale usato raccolto evitando di immettere in atmosfera 125 kg circa di CO2 equivalente.

L'olio vegetale esausto è considerato un rifiuto non pericoloso, ma se disperso nell'ambiente può essere molto inquinante. Inoltre, un suo recupero sostenibile come prodotto di scarto della frittura, cottura e dei condimenti degli alimenti può essere fonte di vantaggi economici e ambientali. 
Da questi presupposti nasce il progetto Recoil che, cofinanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Life+, vede come capo fila Azzero CO2 e come partner di progetto Kyoto Club, Legambiente, Cid Software e Conoe. 
Avviato nell’autunno del 2011, Life Recoil si propone di realizzare una filiera ottimizzata per il recupero dell'olio vegetale usato in cucina e trasformarlo in energia termica ed elettrica
Nel corso di un convegno a Ecomondo di Rimini, la 18ͣ  Fiera Internazionale del Recupero di Materia e Energia e Sviluppo Sostenibile, sono stati presentati i risultati raggiunti dal progetto.
Il progetto Life Recoil ha permesso di raccogliere complessivamente, in 12 appuntamenti con cadenza mensile, 2.122 litri di olio vegetale usato, evitando di immettere in atmosfera circa 125 kg di COequivalente. In particolare, è stato possibile testare e monitorare la raccolta domiciliare porta a porta dell’olio vegetale esausto in due comuni pilota, Castell’Azzara (Gr) e Ariano Irpino (Av), attraverso lo sviluppo di un software realizzato da CID Software Studio.
Il risultato della sperimentazione della raccolta domiciliare porta a porta è stato incoraggiante: i 1.500 cittadini di Castell’Azzara (GR) hanno raccolto 910 litri di olio vegetale esausto, con una media annua a persona pari a mezzo litro di olio vegetale esausto raccolto. Nello stesso periodo, i 5.000 abitanti di Ariano Irpino (AV) hanno raccolto 1.212 litri di olio vegetale esausto, con una media annua di 0,24 litri .
I residui di oli vegetali se non smaltiti correttamente possono provocare danni all'ambiente, alla flora e alla fauna: buttati negli scarichi fognari rendono meno efficace il processo di depurazione dell'acqua; sversati direttamente nei corsi d'acqua o in mare creano un velo in superficie che impedisce il naturale scambio dell’ossigeno con l’aria, con gravi conseguenze per gli ecosistemi.In Italia, dove si stima una produzione di oli vegetali esausti pari a oltre 250mila tonnellate, di cui più della metà prodotte da consumo domestico, la raccolta dell'olio vegetale esausto potrà essere diffusa solo con la modifica della legge attuale (Codice Ambientale Dlg. 205/2010) e grazie ad attività di sensibilizzazione come quella sperimentata con il Progetto Recoil.



Categorie: Ambiente

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