Presentato a Milano il progetto “L'acqua che berremo”

Pubblicato il: 20/03/2014
Autore: Redazione GreenCity

Fino alla fine del 2014 sono in programma in diverse regioni italiane convegni, workshop, escursioni e iniziative nelle scuole per veicolare l'importanza dell'acqua per il futuro del pianeta.

Nella mattinata di oggi, giovedì 20 marzo, nell'ambito delle celebrazioni della Giornata mondiale dell'acqua dell'ONU (istituita il 22 marzo di ogni anno), il Club alpino italiano - Commissioni centrali Tutela ambiente montano e Speleologia -, la Società speleologica italiana, Federbim e Federparchihanno presentato a Milano l'edizione 2014 del progetto “L'acqua che berremo”, iniziativa promossa dal 2002.
Il progetto prevede l'organizzazione in varie regioni italiane (tra cui Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle D'Aosta e Veneto) di convegni, escursioni, workshop e iniziative nelle scuole per tutto il 2014, con l'obiettivo di rilanciare il tema dell'attenzione all'acqua, di rilevante importanza per il futuro del pianeta.
L'acqua è un bene fonadamentale: noi, che ne abbiamo in abbondanza, diamo per scontata la sua disponibilità, ma nel mondo ci sono milioni di persone che ne hanno carenza e percorrono quotidianamente chilometri per procurarsela”, ha dichiarato il Presidente generale del CAI Umberto Martini. “Questo progetto intende avere quindi una valenza educativa: le montagne sono i principali serbatoi d'acqua e il Club alpino italiano mette la tutela dei giacimenti e la promozione di una cultura del risparmio idrico tra i suoi principali obiettivi”.
Entrando nel dettaglio, un primo ambito del progetto è la tutela degli ambienti carsici, nel quale si trovano cavità idriche e corsi d'acqua sotterranei che sono tra le principali fonti di acqua dolce. L'intento del CAI è sottolineare l'interdipendanza del sottosuolo con l'ambiente di superficie.
“A partire dal 1990 il CAI e la SSI hanno realizzato diversi strumenti didattici finalizzati alla protezione dell'ambiente carsico dal degrado e dalla distruzione, indicando le norme da adottare nella frequentazione delle grotte – hanno dichiarato il Presidente della Commissione centrale Tutela ambiente montano CAI Filippo Di Donato e il Presidente della Commissione centrale Speleologia Rosi Merisio –. Vogliamo far conoscere al più ampio pubblico il mondo sotterraneo e l'importanza della conservazione degli ambienti naturali e delle montagne che li comprendono. Sezioni, Commissioni e Gruppi regionali saranno gli attori di queste iniziative, con attenzione anche a sorgenti, fontane, acquedotti e potabilizzatori”.
Per il Sodalizio è infatti necessario, aprendosi al mondo della scuola e nei confronti delle giovani generazioni, promuovere il valore della "cultura dell'acqua", basata sul legame uomo-ambiente e sulle implicazioni sociali ed economiche della civiltà e dello sviluppo dell'umanità che la coinvolgono. 


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Categorie: Ambiente

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