Monsanto getta la spugna: rinuncia a coltivazione di nuovi OGM in Europa

Pubblicato il: 19/07/2013
Autore: Redazione GreenCity

Greenpeace accoglie favorevolmente l'annuncio, ma sottolinea che la società statunitense cercherà di continuare la vendita del suo controverso mais MON810, ultimo residuo delle coltivazioni OGM in Europa.

Monsanto ha confermato che nei prossimi mesi ritirerà quasi tutte le richieste per la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) nell'Unione europea, a causa dell’avversione dei cittadini verso queste colture.
Monsanto aveva già annunciato a maggio scorso di voler riconsiderare le sue operazioni in Europa, a causa delle regolamentazioni severe e della mancanza di sostegno politico per le sue colture OGM.
Attualmente, solo in Spagna ci sono coltivazioni non irrisorie (circa 100 mila ettari) di MON810. Monsanto per anni ha raccontato di coltivazioni anche in Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Romania, ma si tratta di superfici insignificanti. “Questa è una buona notizia per la ricerca, gli agricoltori e i cittadini europei. Dopo venti anni di propaganda, Monsanto deve accettare che gli OGM sono tanto inefficaci quanto impopolari." ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace.
Nel gennaio dello scorso anno, anche l’azienda chimica tedesca BASF ha annunciato il suo ritiro dal mercato Ue, sempre a causa dell’opposizione degli europei verso i prodotti OGM.
“L’annuncio di Monsanto dimostra ancora una volta che il divieto alla coltivazione del MON810 in Italia, siglato la scorsa settimana, era un atto dovuto e necessario. Adesso è urgente la decontaminazione dei due campi in Friuli seminati a giugno con mais OGM. Non c’è più tempo da perdere.” conclude Ferrario.

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Categorie: Ambiente

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