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22 maggio, Giornata mondiale della biodiversità: per l'Italia è l'anno del giro di boa verso i traguardi 2030

Pubblicato il: 22/05/2026
Autore: Redazione GreenCity
Con il tema "Agire a livello locale per un impatto globale", l'edizione 2026 segna la metà esatta del percorso stabilito dal Quadro di Kunming-Montreal per salvare gli ecosistemi.

Il 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della Biodiversità, l'appuntamento istituito dalle Nazioni Unite per accendere i riflettori sulla ricchezza e sulla fragilità degli ecosistemi del nostro pianeta. Il tema scelto per l'edizione di quest'anno, "Acting locally for global impact" (Agire a livello locale per un impatto globale), sottolinea con forza come la salvaguardia della natura e la lotta al cambiamento climatico debbano necessariamente partire da interventi concreti radicati nei singoli territori. La ricorrenza assume un significato politico e scientifico cruciale: trovandoci nel 2026, siamo esattamente a metà strada tra lo storico accordo internazionale del Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal, adottato nel dicembre 2022 alla COP15, e la scadenza dei primi tasselli operativi fissati per il 2030.

Il cuore di questa sfida globale è racchiuso nel celebre traguardo "30x30", l'impegno solenne con cui i Paesi firmatari si sono vincolati a proteggere in modo efficace almeno il 30% delle terre emerse, delle acque interne e delle aree marine e costiere, provvedendo contestualmente al ripristino di almeno il 30% degli ecosistemi degradati entro la fine del decennio. L'obiettivo finale guarda al 2050 attraverso quattro macro-pilastri fondamentali incentrati su conservazione, uso sostenibile delle risorse, equità e finanziamenti. In questo scenario, la parola d'ordine è diventata "rigenerare": gli esperti evidenziano che la semplice tutela passiva non è più sufficiente, ma occorre investire in soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions) capaci di agire contemporaneamente come scudo per la fauna e come strumenti di mitigazione e adattamento alle anomalie del clima, garantendo così il mantenimento di un'alta qualità della vita per le comunità umane.

L'Italia si trova al centro di questa responsabilità ecologica, disponendo di un patrimonio faunistico e floristico tra i più ricchi e complessi dell'intero continente europeo, in cui trova dimora circa un terzo di tutte le specie animali del territorio comunitario. La fauna nazionale è stimata in oltre 58.000 specie (circa 60.000 considerando le sottospecie), un immenso bacino di biodiversità che se da un lato ha mostrato negli ultimi decenni un incremento numerico e l'espansione dell'areale di molti vertebrati, dall'altro svela un equilibrio drammaticamente precario. Dei 672 vertebrati valutati nel nostro Paese, ben il 28% (pari a 161 specie) è attualmente minacciato d'estinzione, mentre sei risultano già definitivamente estinte. Una ricchezza straordinaria si riscontra anche sul fronte della flora vascolare che conta 8.241 entità: di queste, il 20,65% è endemico, ovvero esclusivo del territorio italiano, e ben 1.128 piante crescono unicamente entro i confini di una sola regione.

Per raccogliere questa sfida e supportare i decisori politici con dati scientifici attendibili, verificabili e pubblici, l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente sono in prima linea nell'accompagnare il percorso di sostenibilità tracciato dal Green Deal europeo. Tra i progetti più innovativi messi in campo spicca DigitAP, un programma finanziato nell'ambito del PNRR di cui è titolare il Ministero dell'Ambiente e della Transizione Energetica e che vede ISPRA nel ruolo di coordinatore tecnico-scientifico. L'obiettivo principale di DigitAP è la creazione di una rete tecnologica e digitale avanzata per il monitoraggio della biodiversità nelle aree protette italiane. Attraverso la formazione continua del personale tecnico dei parchi e delle riserve, il progetto mira a rendere queste innovazioni durature nel tempo, sviluppando al contempo indicatori scientifici specifici per valutare in tempo reale l'impatto delle anomalie del clima sui sistemi naturali locali.

Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “La tutela della biodiversità si gioca innanzitutto nei territori, come ci suggerisce il tema ufficiale di quest’anno, attraverso azioni concrete di rigenerazione degli ecosistemi.I dati scientifici ci consegnano un equilibrio fragile e ci mostrano una sfida importante ma che è ancora possibile affrontare, se saremo capaci di agire con visione, competenza e continuità, tutelando il capitale naturale da cui dipende il nostro benessere. Parola d’ordine: rigenerare. Solo così, attraverso soluzioni basate sulla natura, che contribuiranno anche agli sforzi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, sarà possibile proteggere questo immenso patrimonio e mantenere una qualità di vita alta per tutti."



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Categorie: Ambiente

Tag: Ambiente