Il mercato automobilistico italiano chiude il mese di maggio all'insegna della crescita, archiviando 150.096 nuove immatricolazioni. Questo risultato, che segna un incremento del 7,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, porta il bilancio dei primi cinque mesi del 2026 a 790.301 unità totali, confermando un andamento positivo del 9,4% rispetto al 2025. Nonostante la fase espansiva nei volumi mensili, i dati evidenziano un rallentamento rispetto ai mesi precedenti e mostrano come il settore sia ancora lontano dai livelli pre-pandemia, registrando una contrazione strutturale del 13,2% rispetto al 2019.
In questo contesto, il Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha sottolineato l'urgenza di superare l'incertezza del quadro normativo attuale. È necessario, secondo l'associazione, passare da misure di supporto temporanee a politiche industriali di ampio respiro che possano restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento, superando la logica delle soluzioni di breve termine.
Un punto centrale del dibattito attuale riguarda lo sblocco del Fondo Automotive. A tal proposito, UNRAE ritiene indispensabile fare chiarezza per evitare interpretazioni fuorvianti: il provvedimento attualmente al vaglio della Corte dei Conti non prevede alcuna forma di ecobonus destinata all'acquisto di autovetture da parte di clienti privati. Al contrario, la ripartizione delle risorse disponibili destina circa il 70% dei fondi alla filiera industriale a supporto dell'offerta, mentre il restante 30% sarà orientato alla domanda ma concentrato esclusivamente su veicoli commerciali leggeri, infrastrutture di ricarica domestica e formule di noleggio sociale.
L'associazione ha inoltre espresso forte preoccupazione per la riduzione della dotazione complessiva del Fondo, passata da circa 1,6 miliardi a 1,343 miliardi di euro a causa della deviazione di risorse verso interventi contro il caro carburanti. Per UNRAE, questo utilizzo parziale e limitato delle risorse evidenzia la necessità di affrontare il tema energetico con riforme strutturali, superando la logica delle misure tampone. La pressione fiscale sui carburanti, stabilmente pari al doppio dei minimi europei, continua a generare ricadute pesanti sui bilanci di cittadini e aziende.
Proprio in un'ottica di rafforzamento della competitività del sistema produttivo, UNRAE torna a porre l'accento sull'urgenza di una revisione fiscale per le flotte aziendali. L'attuazione di una proposta che preveda l'aumento della deducibilità per i veicoli a zero e bassissime emissioni, insieme a interventi su detraibilità dell'IVA e riduzione del periodo di ammortamento, permetterebbe all'Italia di recuperare terreno rispetto agli altri mercati europei, coniugando efficacemente la decarbonizzazione delle flotte con il rilancio delle imprese italiane.
Sotto il profilo delle motorizzazioni, il mercato mostra una dinamica interessante per le auto ricaricabili, con le elettriche pure (BEV) che raggiungono l'8,8% di quota e le ibride plug-in (PHEV) che salgono al 10,2%, beneficiando in particolare delle disposizioni sulle auto aziendali. Le motorizzazioni ibride si confermano leader del mercato con una quota del 47,1%, mentre prosegue il netto calo di benzina, diesel e GPL, segnale di una trasformazione tecnologica del parco circolante che richiede, ora più che mai, una visione strategica nazionale solida e coerente.
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Categorie: Mobilità
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