Torna la campagna di Legambiente per contrastare l’inquinamento da plastica usa e getta

Pubblicato il: 11/07/2019
Autore: Redazione GreenCity

Solo nel 2018 ripuliti 600 litorali e rimossi oltre 200mila rifiuti tra tappi e bottiglie, più di 100.000 cotton fioc e circa 62.000 tra piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica.

Sulle spiagge italiane incrociamo ben 10 rifiuti ogni passo secondo l’ultima indagine Beach litter 2019 di Legambiente che ha monitorato 93 litorali italiani. L’81% è rappresentato da plastica e tra questi la maggior parte è composta da oggetti monouso come bottiglie, stoviglie, cannucce e buste. Qualche numero può dare l’esatta dimensione di questa emergenza: ogni cento metri di spiaggia incrociamo 45 bottiglie e 34 stoviglie di plastica (piatti, bicchieri, posate e cannucce). Oggetti che utilizziamo per pochissimi minuti ma che, se non smaltiti correttamente, possono inquinare per sempre. Anzi il rischio è che, se dispersi nell’ambiente, si frammentino in miliardi di microplastiche che possono facilmente disperdersi in mare e altrettanto agevolmente contaminare la catena alimentare.
Non è un caso che la recente direttiva Europea sul monouso di plastica prenda in esame proprio i 10 rifiuti (a cui aggiungere le reti da pesca) più diffusi sulle spiagge europee per imporre agli Stati membri entro il 2021 misure di prevenzione, dai bandi ai target di riduzione per arginare un problema di portata globale come il marine litter. Direttiva che l’Italia deve recepire al più presto, anche perché a livello normativo su questi temi il nostro Paese si è sempre distinto in positivo.
Proprio per stimolare il cambiamento spontaneo di abitudini dei cittadini e chiedere un intervento più deciso da parte del Governo italiano torna anche quest’anno la campagna di Legambiente “Usa e getta? No, grazie”, presentata oggi in occasione dell’arrivo a Monopoli della Goletta Verde, la storica imbarcazione ambientalista che naviga ogni estate per combattere i “nemici del mare”.
Esagera solo nelle tue passioni è lo slogan scelto per il 2019 per stimolare la riflessione a partire dal concetto di esagerato e sulla sproporzione tra l’impatto sull’ambiente dei prodotti monouso in plastica e il loro reale utilizzo. Parliamo infatti di oggetti pensati, creati e messi in distribuzione per essere utilizzati soltanto una volta per poi finire nella spazzatura o, come succede sempre più spesso, sulle nostre spiagge o nei mari a causa della cattiva gestione a monte dei rifiuti da parte dei comuni e peggio ancora per l’abbandono consapevole o ancora per sistemi di depurazione non funzionanti. Ad accompagnare il viaggio di Goletta Verde ci saranno in ogni tappa dei flash-mob “esagerati”: questa mattina a Lido Marina Grande a Monopoli in Puglia sono comparsi in spiaggia stoviglie giganti, una mega cannuccia e, ancora, ci saranno teli da mare giganti e altri oggetti che puntano a coinvolgere, in maniera divertente, i cittadini e i turisti e invitarli così a ripensare le loro scelte di consumo. Un modo scherzoso, come testimoniano i soggetti scelti per la nostra campagna, per affrontare un tema molto grave, come quello del marine litter diventato tra le maggiori emergenze globali al pari dei cambiamenti climatici.
La campagna si svolgerà anche online, a partire dal sito dedicato www.usaegettanograzie.it e sui canali social (utilizzando l’hashtag #usaegettanograzie): Legambiente chiede a tutti di impegnarsi da questa estate a fare a meno dell’usa e getta e segnalarlo sul sito della campagna.
«La leadership normativa dell’Italia sul tema riguardo la riduzione nell’uso della plastica e la lotta contro la sua dispersione nell’ambiente, seppur encomiabile, non è sufficiente e occorre fare di più – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –. Accanto all’aspetto normativo è necessario promuovere l’innovazione e la ricerca nell’ottica dell’economia circolare, così come stimolare l’industria e le aziende a farsi carico di questa emergenza; aumentare la qualità della raccolta differenziata e del riciclo, e agevolare l’apertura del mercato dei materiali di seconda vita. Vanno guidati i cittadini e i consumatori a prevenire i rifiuti, a non abusare della plastica e adottare stili di vita più sostenibili, perché senza un cambio di passo culturale otterremo solo un piccolo risultato e sicuramente non saremo in grado di uscire dall’emergenza dei rifiuti in mare. È necessario che i governi nazionali e locali, l’industria e i consumatori, sostengano insieme la sfida che ci aspetta: salvaguardare i mari e le coste dall’enorme impatto dei rifiuti dispersi nell’ambiente”.
L’impatto del marine litter è testimoniato dai dati raccolti in questi anni da Legambiente. Solo nel 2018 i volontari dell’associazione hanno ripulito più di 600 spiagge italiane, rimuovendo un’incredibile mole di rifiuti: 200.000 rifiuti tra tappi e bottiglie, più di 100.000 cotton fioc e circa 62.000 tra piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica.

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Categorie: Ambiente

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