Italia prima al mondo a certificare i benefici delle foreste

Pubblicato il: 26/02/2019
Autore: Redazione GreenCity

Il benessere prodotto dagli alberi è oggi misurabile scientificamente attraverso una certificazione internazionale del Forest Stewardship Council (FSC). Una rivoluzione verde che parte da 1.000 ettari di foreste italiane.

Si trovano in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige le prime foreste al mondo ad aver calcolato scientificamente gli impatti che gli alberi hanno sulla collettività, in termini sia di salute per le persone sia per il contesto socio-economico del territorio.
I 1.000 ettari interessati hanno infatti ottenuto la prima certificazione di tutti i “servizi ambientali” secondo lo schema del Forest Stewardship Council (FSC) in collaborazione con Etifor,  spin-off dell’Università di Padova.
Il risultato, presentato oggi al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentali, Forestali e del Turismo (MIPAAFT) alla presenza di tutte le realtà coinvolte, è un vero e proprio modello di valorizzazione del ruolo multifunzionale delle foreste replicabile su tutto il territorio nazionale. 

I servizi valutati
Dopo una fase di test condotta negli anni scorsi su oltre dieci siti in otto Paesi, l’Italia è il primo ad aver ottenuto la certificazione a livello mondiale per tutti i cinque servizi ambientali presenti nel territorio, tecnicamente noti come “Servizi Ecosistemici”: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio, miglioramento dei servizi turistico-ricreativi. 

I numeri delle foreste certificate
Dei 1.000 ettari di area boschiva che hanno ottenuto la certificazione FSC per i Servizi Ecosistemici, 65 ettari, una superficie pari a 108 campi da calcio, sono stati ripristinati attraverso l’impianto di 110.000 nuovi alberi; mentre 40 ettari presentano un suolo più ricco, con effetti positivi sulla diminuzione dell’erosione, sulla fertilità e il miglioramento dell’attività microbica. Gli alberi che crescono nei boschi certificati appartengono a 36 specie diverse, selezionate tra quelle che più si adattano al contesto locale, tra cui pino silvestre, abete rosso, larice, quercia, faggio, frassino e nocciolo. Queste foreste conservano oggi con successo 220.229 tonnellate di CO2, pari alle emissioni medie annue di 110.114 automobili, a cui si aggiungono 1.747 tonnellate stoccate grazie agli interventi di riforestazione. I metri cubi di acqua, prima filtrata e poi trattenuta in falda dagli alberi con impatti positivi sulla sua disponibilità e potabilità, sono ogni anno 1.256.700 m3, come quella contenuta da 502 piscine olimpioniche.
Complessivamente, ammontano a 7,5 le tonnellate di suolo la cui erosione viene evitata e 458 gli ettari di area naturale accessibile per lo svago ed il tempo libero.
 

Quanto migliora la vita un albero?
Tutti gli alberi hanno impatti positivi sull’uomo, ma ogni specie ha le sue particolarità e offre un “servizio” specifico. Per dare un valore medio, lo studio condotto garantisce che un albero, quando ha raggiunto l’età adulta, riesce a catturare 0,65 tonnellate di CO2. Ciò significa che per catturare le emissioni medie annue di una automobile servono 3 alberi. Un albero facilita poi l’infiltrazione di 546 metri cubi di acqua all’anno, pari al consumo idrico di 6,2 cittadini, dato che in Italia una persona consuma annualmente 90 m3 di acqua (fonte: European Environmental Agency).

Come funziona la filiera di certificazione
In Italia ci sono 11 milioni di ettari di boschi, due terzi dei quali sono in mano a piccoli proprietari privati che spesso ignorano di possederli o che li trascurano, complici gli ostacoli burocratici, logistici e gestionali. Nascono così gruppi e associazioni a supporto della gestione di queste aree che forniscono all’ente di certificazione, aiutati nell’analisi scientifica da realtà specializzate, evidenze sul loro operato e su come sia possibile creare valore aggiunto all’interno dei territori. Le aree ad aver verificato per prime gli impatti positivi appartengono al Gruppo WaldPlus, che conta più di 1.000 ettari e coinvolge 33 proprietà forestali, tra cui anche il Parco Oglio Sud in provincia di Cremona, che con i suoi 75 ettari è il primo parco regionale italiano ad aver ottenuto la certificazione.

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Categorie: Ambiente

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