Onu: limitare aumento temperatura a 1,5 gradi

Pubblicato il: 08/10/2018
Autore: Redazione GreenCity

Greenpeace: «I leader del Pianeta ascoltino gli scienziati dell’IPCC e agiscano con urgenza tagliando le emissioni globali».

Un piano ben definito per riuscire a limitare con urgenza il riscaldamento globale. È quanto propone lo “Special Report on 1.5 degrees Celsius” presentato in Korea nelle scorse ore dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC).
Il report mostra come le emissioni globali debbano essere dimezzate entro il 2030, per poi essere totalmente azzerate al massimo entro il 2050. Se infatti si dovesse continuare ad emettere CO2 ai ritmi odierni, ci si attende che la temperatura del Pianeta superi il grado e mezzo di aumento già tra il 2030 e il 2052.
«Il Pianeta è in fiamme. Se vogliamo evitare altri tragici incendi, altre gravi tempeste e ulteriori perdite di vite umane, dobbiamo tagliare le emissioni globali entro i prossimi dieci anni», dichiara Jennifer Morgan, Direttrice Esecutiva di Greenpeace International. «Una sfida enorme, ma che possiamo affrontare. Non agire sarebbe questione di vita o di morte per milioni di persone in tutto il mondo, in particolare per le più vulnerabili».
Per riuscire a contenere l’innalzamento delle temperature entro 1,5 gradi Celsius, il consumo globale di carbone dovrebbe essere ridotto di almeno due terzi entro il 2030 e arrivare quasi a quota zero, nella produzione elettrica, entro il 2050. Le rinnovabili dovrebbero invece salire a quota 70-85% della produzione elettrica entro il 2050, con scenari che mostrano che queste percentuali potrebbero essere addirittura più alte.
Il rapporto dell’IPCC mostra inoltre come la maturazione tecnologica delle tecnologie solari, eoliche e di stoccaggio potrebbe essere un segnale di come un cambiamento sistemico, nel settore dell’energia, sia già in corso.Anche il ricorso a petrolio e gas dovrebbe diminuire rapidamente. Una roadmap non basata su tecnologie di rimozione della CO2 richiede un calo di circa il 37 per cento dell’uso di petrolio entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010.
Soluzioni naturali di contrasto ai cambiamenti climatici, come la protezione delle foreste e la riforestazione, potrebbero fornire oltre un terzo della riduzione a costi competitivi delle emissioni di CO2 fino al 2030, per mantenere l’aumento globale delle temperature entro i 2 gradi, con un potenziale elevato anche per un obiettivo a 1,5 gradi.
«Questo dell'IPCC è il rapporto più importante che abbiamo mai avuto in fatto di scienza climatica. I governi e le grandi aziende ora non possono più nascondersi, devono dimostrare di comprendere la scienza, agendo con l'urgenza che questa richiede», continua Morgan. «Ma abbiamo tutti un ruolo, ogni persona deve fare tutto ciò che è in suo potere per cambiare rotta e seguire il piano dell’IPCC», conclude.

Categorie: Ambiente

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