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Mercato auto Italia: le elettriche pure (BEV) salgono al 10,1% di quota nel mese, trainate dal rush finale degli incentivi

Pubblicato il: 03/07/2026
Autore: Redazione GreenCity
Nonostante l’andamento positivo delle immatricolazioni, il settore solleva dubbi sulla mancanza di misure concrete per l’acquisto di veicoli elettrici da parte dei consumatori e richiede una riforma fiscale per le flotte aziendali.

Il mercato italiano delle autovetture ha archiviato il primo semestre del 2026 con una crescita sostenuta del 9,6%, totalizzando 936.783 nuove immatricolazioni. Il trend positivo è stato confermato anche dal mese di giugno, che ha registrato 146.423 immatricolazioni, segnando un incremento del 10,6% rispetto a giugno 2025. Sul fronte della transizione energetica, le vetture elettriche pure (BEV) hanno raggiunto una quota del 10,1% nel mese, mentre le ibride plug-in (PHEV) si sono attestate al 10,6%, trainate principalmente dai settori del noleggio a breve e lungo termine. Le auto ibride si confermano leader del mercato, arrivando a coprire il 46,1% delle vendite nel mese di giugno.

Nonostante i segnali incoraggianti, il Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha evidenziato come l’Italia resti l’unico tra i grandi mercati europei a essere sprovvisto di incentivi all’acquisto di vetture elettriche pure destinate ai privati. Questa carenza appare particolarmente critica se confrontata con il resto d’Europa, dove la quota di veicoli BEV è significativamente più alta rispetto a quella italiana. Per sostenere concretamente il percorso verso la decarbonizzazione e raggiungere i target europei, il settore sollecita con urgenza il ripristino dei 251 milioni di euro precedentemente sottratti dal Fondo Automotive per interventi contro il caro carburanti, ritenendo fondamentale mantenere l’investimento complessivo originariamente pianificato.

Parallelamente alle questioni legate agli incentivi, UNRAE ha ribadito la necessità di una riforma fiscale strutturale per le flotte aziendali, definendole un pilastro centrale nel processo di transizione energetica. Il settore auspica che venga colta l'opportunità offerta dalla flessibilità sui vincoli di bilancio annunciata dalla Commissione europea per finanziare la defiscalizzazione delle flotte, favorendo così la competitività del Paese. A testimonianza di una crescente sensibilità ambientale, nel mese di giugno le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni hanno registrato una flessione del 6,7%, scendendo a 104,7 g/Km. Il mercato continua intanto a essere trainato dai privati, che nel mese di giugno hanno guadagnato 2,9 punti di quota arrivando a coprire il 53,7% del totale.



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