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L'auto usata frena a maggio 2026: calano i trasferimenti netti, crescono le ibride e resistono le vetture più anziane

Pubblicato il: 04/08/2026
Autore: Redazione GreenCity
I dati del mese evidenziano una flessione del 3,1% nei passaggi di proprietà complessivi, mentre le alimentazioni alternative e il segmento delle ibride continuano a guadagnare terreno nel panorama nazionale.

Il mercato italiano dell'auto usata registra una frenata nel mese di maggio, segnando un calo del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con 444.625 trasferimenti di proprietà. Nello specifico, i trasferimenti netti perdono il 6,0%, mentre le minivolture registrano un leggero segno positivo dell'0,8%. Nonostante la battuta d'arresto mensile, il bilancio dei primi cinque mesi dell'anno si mantiene in territorio positivo con un incremento dello 0,7% e 2.416.129 trasferimenti totali, confermando la stabilità complessiva del settore.

Analizzando le alimentazioni nei trasferimenti netti, il motore a benzina conferma la sua leadership conquistando il 38,6% di quota, tallonato dal diesel che perde 4,1 punti percentuali fermandosi al 37,9%. Prosegue invece la crescita sostenuta delle auto ibride, che raggiungono il 12,8% nel mese, mentre Gpl, metano, BEV e plug-in mantengono quote di mercato più contenute ma stabili. Sul fronte dei contraenti, gli scambi tra privati e aziende rimangono largamente predominanti con il 56,5% dei passaggi di proprietà, seguiti dalle transazioni da operatore a cliente finale che si attestano al 38,7%, penalizzate in parte da una leggera crescita delle auto provenienti da auto-immatricolazioni e noleggio.

Dal punto di vista territoriale, la distribuzione regionale ricalca i trend consolidati, con la Lombardia in prima posizione al 16,2% di quota, seguita dal Lazio al 9,9% e dalla Campania al 9,0%, mentre completano le prime posizioni Sicilia e Piemonte. Per quanto riguarda l'anzianità dei veicoli, la quota delle vetture con oltre 10 anni continua a rappresentare il nucleo principale del mercato raggiungendo il 49,1%, sebbene le vetture più giovani fino a 4 anni di età mostrino segnali di vitalità coprendo il 23,8% dei trasferimenti complessivi, in aumento di 1,2 punti rispetto allo scorso anno.

Infine, il comparto delle minivolture evidenzia dinamiche specifiche, con i ritiri da parte degli operatori che salgono al 30,1% e le permute di privati che scendono al 54,2%. Tra le alimentazioni delle minivolture, il diesel mantiene la leadership seppur in calo al 40,4%, mentre le ibride volano al 15,6%. L'analisi per età delle minivolture mostra una maggiore presenza di veicoli recenti rispetto ai trasferimenti netti, con le vetture fino a 4 anni che arrivano a coprire il 32,0% del totale, evidenziando un progressivo svecchiamento del parco auto gestito dagli operatori professionali.



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Categorie: Mobilità

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