Dominando dall'alto Corte delle Dolomiti, l'ex Villaggio ENI di Borca di Cadore, la Chiesa di Nostra Signora del Cadore rappresenta uno dei capolavori più straordinari e meglio conservati dell’architettura sacra contemporanea italiana. Fortemente voluta da Enrico Mattei – che immaginò un complesso turistico all'avanguardia capace di unire benessere, natura e qualità progettuale – la chiesa fu concepita fin dall'inizio come il fulcro ideale dell'intero insediamento. Per realizzare quest'opera, l'urbanista Edoardo Gellner scelse di affiancarsi a Carlo Scarpa, dando vita a un sodalizio creativo unico che, tra il 1956 e il 1957, portò alla definizione di un edificio dal design ineguagliabile e ricco di soluzioni innovative.
Il progetto si distingue per una serie di dettagli tecnici e stilistici di straordinaria modernità, a partire dalla slanciata guglia in acciaio di cinquantacinque metri – celebre per le sfere decorative dorate al centro di un simpatico aneddoto sulle dimensioni tra i due architetti – fino alla sofisticata parete scorrevole che permette di unire la navata interna con il sagrato esterno, creando una perfetta continuità tra spazio sacro e paesaggio alpino. Di eccezionale valore storico fu anche la concezione dell'altare orientato versus populum, ideato da Gellner in netto anticipo rispetto alle disposizioni che sarebbero state introdotte solo anni dopo dal Concilio Vaticano II. Custodita per decenni con profonda dedizione da padre Simpliciano e oggi tutelata dalla proprietà privata della società Mi.no.ter., la chiesa mantiene intatta la sua atmosfera originaria, rimanendo uno spazio regolarmente consacrato e aperto gratuitamente ai visitatori durante i fine settimana estivi.
Accanto alla sua funzione liturgica, il complesso si conferma un vivace punto di riferimento culturale grazie a un ricco calendario di eventi estivi che ne valorizzano l'acustica e la suggestione architettonica. Tra gli appuntamenti in programma spiccano il concerto del Coro di San Vito di Cadore insieme ai Kropya, la rassegna di Organi Storici in Cadore e l'esibizione dei Superdownhome in occasione del Dolomiti Blues & Soul Festival. A impreziosire ulteriormente l'estate di Corte delle Dolomiti contribuisce, fino al 28 settembre 2026, la presenza sul sagrato della Cappella del Suono, l'installazione in legno firmata dal collettivo Studio.Carraldo che unisce suggestioni acustiche prodotte dal vento e giochi di luce naturale, confermando la straordinaria vitalità di un luogo unico tra passato e futuro.
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