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Stop ai diesel Euro 5: dal 2026 1 auto usata su 7 rischia lo stop

Pubblicato il: 26/06/2026
Autore: Redazione GreenCity
Una vettura su sette tra quelle controllate oggi rischia di restare ferma nei principali centri urbani: ecco come muoversi per evitare brutte sorprese in fase di acquisto.

A partire dal 1° ottobre 2026, una parte significativa del parco circolante in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna subirà un arresto forzato che cambierà le abitudini di mobilità di migliaia di cittadini. Il blocco strutturale alla circolazione interesserà tutti i veicoli diesel Euro 5 immatricolati tra il 2011 e l’agosto 2015, impedendo loro l’accesso ai principali centri urbani durante i giorni feriali. Questa imminente restrizione non è un dettaglio trascurabile per il mercato dell'usato, poiché i dati analizzati da CARFAX mostrano che una vettura su sette tra quelle controllate nei primi mesi del 2026 appartiene proprio alla categoria destinata allo stop. Per chi sta valutando l’acquisto di un veicolo di seconda mano, si prospetta dunque un rischio concreto di ritrovarsi con un mezzo che, nel giro di poco tempo, non potrà più essere utilizzato per gli spostamenti quotidiani verso i luoghi di lavoro o di residenza.

L'analisi del parco circolante sotto esame rivela condizioni di usura che meritano attenzione: le auto Euro 5 verificate presentano 12 anni di anzianità e una percorrenza media di 146.000 chilometri, un quadro che le rende decisamente più vulnerabili rispetto alla media del campione totale, fermo a 9 anni e 117.000 chilometri. Inoltre, la quota di veicoli con almeno un fattore di rischio, come incidenti o danni documentati, sale al 64%, una cifra preoccupante che si contrappone al 52% rilevato sul totale delle vetture analizzate. Tra i brand più rappresentati in questa fascia a rischio figurano marchi come Fiat, Audi, BMW, Mercedes e Volkswagen, con modelli iconici quali la Fiat Panda, la Fiat 500, l’Alfa Romeo Giulietta, la Volkswagen Golf e le vetture della serie X di BMW che risultano tra le più frequenti nei controlli, evidenziando come il segmento sia particolarmente esposto a un futuro incerto.

In questo scenario, la prudenza diventa l'alleata principale del consumatore. L’invito degli esperti è chiaro: la verifica della classe ambientale e dello storico del veicolo deve diventare un passaggio obbligatorio prima di finalizzare qualsiasi trattativa commerciale. Acquistare un’auto usata senza aver prima accertato la reale compatibilità con le normative vigenti e senza aver indagato sulla storia del mezzo espone l'acquirente al pericolo di una svalutazione improvvisa e all'impossibilità di circolare liberamente. In un momento in cui la normativa ambientale sta accelerando verso una selezione più rigida del traffico urbano, consultare le informazioni ufficiali non rappresenta più solo una cautela tecnica, ma una necessità strategica per tutelare il proprio investimento e garantire la continuità dei propri spostamenti quotidiani.



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Categorie: Mobilità

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