Le città dove si pedala di più sono anche quelle con la migliore qualità di vita. A certificarlo è ilCopenhagenize Index 2025, rapporto biennale che valuta la ciclabilità urbana nel mondo sulla base di infrastrutture, sicurezza, intermodalità e politiche pubbliche.
In testa alla classifica tornaUtrechtin Olanda, che si distingue per una rete ciclabile capillare e connessa, strade sicure e un numero crescente di corsie riservate alle biciclette. LaFranciarisulta invece il Paese più rappresentato concinque città nelle prime 14 posizioni. Per l’Italia arriva un segnale storico:Bologna è 26ª, prima città italiana a entrare nellatop 30 globale.
Un risultato che riflette una tendenza europea consolidata: la bicicletta non è più solo veicolo ricreativo, ma strumento centrale di mobilità urbana e di fruizione turistica delle città.
Molti esempi eccellenti di ciclabilità urbana si troveranno allaFiera del Cicloturismo, appuntamento imperdibile per gli amanti della vacanza in bicicletta, che si svolgerà dal 27 al 29 marzo 2026, nei padiglioni della Fiera di Padova.
Oltre all’Italia saranno rappresentati molti Paesi e destinazioni europee e internazionali, tra cui Corsica, Croazia, Valle della Loira, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svizzera e Turchia. Tra le regioni italiane: Veneto, Basilicata, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria.
Cos’è il cicloturismo urbano oggi
Che cos'è, nello specifico, il cicloturismo urbano? Si tratta di un modello di accoglienza in cui la città mette a disposizione dei visitatori percorsi e infrastrutture che permettono di esplorare il centro e i dintorni in bicicletta, spesso sfruttando l'intermodalità con altri mezzi di trasporto.
Mentre il turista tradizionale si limita solitamente a visitare le zone pedonali del centro storico a piedi, o con il trasporto pubblico, il cicloturista urbano ha la possibilità di spingersi oltre i confini del cuore cittadino. Questo approccio è realizzabile solo quando le piste ciclabili sono connesse tra loro in una rete organica e sicura.
Esistono già esempi di eccellenza in Europa, come (Valencia, Gand, Lubiana, Parigi o Berna), città che stimolano il visitatore a scoprire il patrimonio culturale, naturale e storico situato nelle immediate vicinanze dei centri urbani. Questi modelli di successo si basano su servizi concreti: noleggio di biciclette, app di navigazione con guide dedicate e parcheggi sicuri presso le strutture di interesse.
Il cicloturismo urbano è una modalità di viaggio accessibile e sostenibile che permette di esplorare le città in modo approfondito e mai banale. La bici diventa parte dell’esperienza, ideale sia nelle grandi città sia nei centri medi, dove consente di muoversi rapidamente senza ricorrere all’auto o ai mezzi pubblici.
Di cicloturismo urbano, servizi, noleggio e infrastrutture si parlerà dal 27 al 29 marzo 2026 a Padova, in occasione della Fiera del Cicloturismo, la principale manifestazione italiana dedicata al turismo in bicicletta, organizzata da Bikenomist.
Italia ed Europa accelerano sulla ciclabilità urbana
L’attenzione verso il cicloturismo urbano cresce in Italia e in tutta Europa. Nell’aprile 2024 l’Unione Europea ha adottato la Dichiarazione europea sulla ciclabilità, che riconosce ufficialmente la bicicletta come mezzo di trasporto strategico, sostenibile e inclusivo.
Il documento segna un passaggio chiave: la bici entra a pieno titolo nelle politiche per la mobilità, la salute, il turismo e la qualità della vita urbana. Un quadro che favorisce investimenti, infrastrutture e nuove progettualità nelle città.
In Italia l'articolo 6 della legge 11 gennaio 2018, prevede che le città metropolitane e i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti predispongano e adottino il Biciplan come piano di settore dei PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Oggi quasi la totalità delle 14 città metropolitane italiane ha adottato il Biciplan, tra cui Roma, Milano, Venezia. Si tratta di un piano strategico che riorganizza lo spazio urbano per rendere la bicicletta un mezzo di trasporto competitivo e sicuro. Uno strumento per definire una rete portante di itinerari principali e reti secondarie di quartiere e collegamenti con i comuni limitrofi dedicati alle biciclette; per programmare interventi di "moderazione del traffico" come le “zone 30” e creazione di parcheggi protetti (ciclostazioni) e punti di interscambio nelle stazioni ferroviarie e fermate del trasporto pubblico. Sono promossi incentivi per il Bike to Work e il Bike to School, oltre a campagne di educazione stradale e comunicazione dedicata.
Mobilità urbana: Italia in crescita ma a due velocità
Secondo il 22° Rapporto ISFORT sulla mobilità (presentato a novembre 2025), si registra una significativa crescita dell’uso della bicicletta in Italia, con la quota degli spostamenti in bici salita dal 4,1% del 2024 al 5,2% nel primo semestre 2025, con un incremento di quasi il 27% in un solo anno.
La bicicletta ha complessivamente registrato una crescita importante, superiore a quella dell'auto e della mobilità pedonale, segnalando una transizione verso modelli di mobilità più sostenibili.
Le regioni del Nord-Est mantengono il più alto tasso di penetrazione della bicicletta (8,1%), seguite dal Nord-Ovest (4,1%) e dal sud, che registra quote inferiori al 3%.
Proprio il Sud, però, registra la crescita più significativa: +67% tra il 2015 e il 2023.
Esempi eccellenti di mobilità urbana saranno presenti alla Fiera del Cicloturismo di Padova, sia come destinazioni che come fornitori di servizi e produttori di bici e accessori: tra questi Alba eMobility con esempi di micromobilità elettrica (azienda leader in Turchia),le bici pieghevoli di Brompton (iconica bici nata a Londra nel 1975), la Casa Conte Rosso (albergabici con ciclocucina), il noleggio hi-tech di Lokki, i progetti di bike parking e bike rental di Weelo, le e-bike di Riese & Műller, WD99, e Lombardo Bikes, Brinke e Olympia (queste ultime aziende a capitale interamente italiano), le piste ciclabili delle città della Spagna, della Slovenia e della Svizzera, i percorsi di Girolibero e Four Season Natura e Cultura, tour operator specializzati in viaggi cicloturistici individuali e di gruppo.
Il modello “Città 30”: più sicurezza, più bici
In Italia cresce l’adozione del modello “Città 30”, che prevede il limite di velocità a 30 km/h in aree urbane per aumentare sicurezza e qualità dello spazio pubblico.
Il modello “Città 30”, già sperimentato in numerosi comuni italiani (tra le prime città ricordiamo Bologna), ha favorito l’uso della bicicletta nei centri delle città, che sono (o vengono percepite) come più sicure. È quindi aumentato il bike sharing, bike to school e bike to work, vale a dire l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto anche in condivisione, per andare al lavoro o accompagnare a scuola i figli.
Del resto, anche il rapporto UNICEF “A ruote libere” conferma che una mobilità urbana sicura è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei bambini. Gli spostamenti attivi casa-scuola riducono traffico e velocità, migliorano la qualità dell’aria, aumentano la sicurezza stradale e rendono le città più vivibili e inclusive.
Città come Milano, Torino, Roma, Firenze, Genova, Verona, Parma, Reggio Emilia, Vicenza, Olbia hanno avviato sperimentazioni con risultati positivi su incidentalità e mobilità sostenibile. Il primo Comune italiano a diventare “Città 30” fu Cesena nel 1998, in tempi non sospetti. Il modello implica un ridisegno dello spazio urbano: marciapiedi più ampi, più piste ciclabili, aree verdi, sharing mobility e maggiore accessibilità.
Buone pratiche italiane
Saranno presenti alla Fiera del Cicloturismo di Padova, tante regioni che attraverso i propri comuni si sono distinte per progetti di eccellenza nel sistema della mobilità urbana.
A Roma il GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Bici, è un percorso ciclabile di circa 50 km che collega le aree centrali della Capitale con quelle più esterne ed intercetta il sistema del trasporto pubblico scambiando con 3 linee metro, con 3 stazioni delle ferrovie regionali e con 6 linee tranviarie.
AbbracciaMI è un itinerario attorno a Milano di 70 km che si può percorrere con qualsiasi tipo di bici tra parchi, strade secondarie, piste ciclabili e viabilità ordinaria.
La prima rete di piste ciclabili con una struttura che ricorda le linee della metropolitana, è stata la Bicipolitana di Pesaro nel 2005.
Padova, prima città italiana per chilometri di piste ciclabili in rapporto alla superficie: 195 km, case avanzate ai semafori e sistemi di monitoraggio dei flussi.
Bologna, ha introdotto dal 2019 il Biciplan, all’interno del Piano generale del traffico urbano (PGTU), con l’obiettivo di aumentare e diffondere l’utilizzo della bicicletta e di rafforzare il valore del comparto connesso all'uso di questo mezzo.
Firenze, comune che con il progetto “Pedala, Firenze ti premia”, ha coinvolto migliaia di cittadini e studenti, con oltre 3,3 milioni di km pedalati, 359 mila euro di incentivi e oltre 500 tonnellate di CO₂ risparmiate.
Noleggio, bike sharing e servizi per il cicloturismo urbano
Secondo The Economist, la bicicletta - soprattutto elettrica - sta trasformando le città più delle auto elettriche: è efficiente, economica, riduce traffico e inquinamento e libera spazio urbano.
A Londra, nella City, circolano ormai più bici che auto. A Parigi le biciclette hanno superato le automobili su scala cittadina. A Copenaghen, quasi un pendolare su due va al lavoro pedalando.
Il 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility segnala per il 2025 una crescita del 20% dei noleggi rispetto al 2024.
Uno studio commissionato a EY (Ernest & Young Global Limited) da EIT Urban Mobility (European Institute of Innovation & Tecnology) e CIE (Cycling Industries Europe) realizzato su 150 città europee stima benefici concreti del bike sharing:
40 milioni di euro di risparmi sanitari
30 milioni di euro di aumento di produttività
Accanto alle infrastrutture crescono i servizi: parcheggi sicuri, noleggio facile, piattaforme digitali e soluzioni per e-bike e conversioni elettriche.
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Categorie: Mobilità
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