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Specie aliene in città: come i parrocchetti stanno conquistando i centri urbani

Pubblicato il: 05/02/2026
Autore: Redazione GreenCity
Uno studio dell’Università di Torino condotto in sei città italiane mostra che due specie alloctone di parrocchetto si insediano sfruttando nicchie ecologica poco utilizzate nelle comunità urbane.

Le città non ospitano solo gli uccelli della fauna italiana, ma sempre più spesso diventano luoghi in cui specie introdotte dall’uomo riescono a stabilirsi e a diffondersi. Tra queste ci sono il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) e il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), due pappagalli originari di altri continenti introdotti in Europa soprattutto attraverso il commercio di animali da compagnia e oggi presenti in molte città italiane.

A indagare il ruolo di queste specie è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientificaIbis e condotto dal Bird Lab Torino(Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Università di Torino)in collaborazione con il National Biodiversity Future Center (NBFC). La ricerca ha analizzato il loro inserimento nelle comunità di uccelli urbani e il possibile livello di competizione con le specie locali.

Tra la primavera 2023 e l’inverno 2023–2024 i ricercatori hanno effettuato 220 punti di ascolto nelle città di Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Campobasso, censendo diverse tipologie di ambienti urbani. Oltre al numero di specie presenti, lo studio ha considerato caratteristiche ecologiche come alimentazione, nidificazione e comportamento migratorio, per ricostruire il ruolo ecologico degli uccelli in città.

I risultati mostrano che nelle città dove i parrocchetti sono ormai ben presenti, come Milano, Firenze, Roma e Napoli, queste specie occupano una porzione della nicchia ecologica urbana poco sfruttata dagli uccelli autoctoni. Più che sostituire altre specie, i parrocchetti sembrano quindi sfruttare risorse tipiche delle città, come piante ornamentali, microclimi miti e strutture artificiali.

Il fenomeno è evidente sia in primavera sia in inverno, quando la scarsità di risorse accentua le differenze tra le specie. Al contrario, nelle città dove i parrocchetti non sono ancora presenti, come Torino e Campobasso, le comunità di uccelli risultano più uniformi e maggiormente condizionate dalle variabili ambientali.

Lo studio non esclude possibili effetti delle specie alloctone sulle comunità locali, ma si concentra sui meccanismi che ne favoriscono l’insediamento urbano. I risultati suggeriscono che ambienti cittadini poveri di diversità ecologica possano essere più facilmente colonizzati e che migliorare la qualità ecologica delle città potrebbe ridurre il rischio di future invasioni biologiche.

Torino, il parrocchetto dal collare potrebbe essere nelle prime fasi di insediamento: nel 2025 è stata osservata una coppia nei pressi dell’Allianz Stadium, mentre individui isolati vengono segnalati con regolarità nelle aree collinari.

La ricerca è frutto della collaborazione tra l’Università di Torino, l’Università di Lisbona, l’Università degli Studi di Milano e l’Università di Porto, ed è stata realizzata con il supporto del PNRR e di fondi nazionali ed europei per la ricerca.



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Categorie: Ambiente

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