In Italia la mobilità rappresenta una vera e propria emergenza sociale ed economica. Secondo il nuovo studio commissionato da Transport & Environment (T&E) al centro di ricerca TESSA dell'Università degli Studi della Tuscia, circa 4,9 milioni di famiglie – pari al 18,46% del totale nazionale – versano in condizioni di "povertà dei trasporti", allocando per gli spostamenti una percentuale di spesa almeno doppia rispetto alla mediana nazionale.
I dati evidenziano la piaga del cosiddetto "possesso forzato dell'auto" (Forced Car Ownership): dove il trasporto pubblico locale è carente o del tutto assente, l'automobile cessa di essere una scelta e diventa una necessità inderogabile anche per le fasce sociali a reddito più basso. Se nelle grandi città metropolitane i nuclei meno abbienti possiedono in media 0,5 vetture, nei comuni sotto i cinquantamila abitanti la media non scende mai sotto 0,9 auto a famiglia. A pesare è una rete di trasporto pubblico altamente squilibrata: quasi un comune italiano su dieci (pari al 9,7% del totale, distribuito soprattutto lungo l'arco alpino, l'Appennino, le aree interne del Mezzogiorno e le isole) soffre di gravi carenze di collegamenti e frequenze.
A fronte di una spesa media mensile per i trasporti salita a 297 euro (il 10,78% del bilancio familiare nel 2024, contro il 9,32% del 2020), sono oltre 643 mila le famiglie svantaggiate a fortissimo rischio di vulnerabilità economica da caro carburante, concentrate per quasi la metà in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. Allo stesso tempo, l'acquisto di un veicolo nuovo o persino usato rimane del tutto precluso ai primi quattro decili di spesa, mentre l'elettrificazione della mobilità continua a seguire la mappa della ricchezza, passando da oltre 53 vetture elettriche ogni mille abitanti nella provincia di Trento a meno di una in quella di Crotone, nonostante i recenti incentivi rimodulati sull'ISEE abbiano spinto le immatricolazioni elettriche oltre il 10% nel primo semestre del 2026.
Come sottolineato da Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia, per superare la dipendenza strutturale dal petrolio non servono tagli temporanei alle accise, bensì un piano strategico di investimenti nazionali guidato dalle risorse europee dell'ETS2 e del Fondo Sociale per il Clima, in modo da garantire un'effettiva transizione ecologica ed equa che renda i trasporti puliti e il trasporto pubblico accessibili a tutta la popolazione.
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Categorie: Mobilità
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