L'adozione della tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G), che trasforma i veicoli elettrici in vere e proprie "batterie su quattro ruote", potrebbe generare benefici economici e strutturali di primo piano per il sistema energetico italiano ed europeo. Un nuovo studio condotto dall'istituto di ricerca tedesco Fraunhofer ISI e promosso dall'organizzazione indipendente Transport & Environment (T&E) evidenzia che, nel contesto italiano, l'integrazione di questa ricarica bidirezionale ridurrebbe il fabbisogno di sistemi di accumulo stazionari fino a 72 GW, traducendosi in un risparmio sugli investimenti fino a 36 miliardi di euro. Il sistema V2G agisce immagazzinando l'energia nei momenti di sovraccarico della produzione solare ed eolica, per poi reimmetterla in rete durante i picchi di domanda energetica.
La ricerca lancia tuttavia un allarme legato all'ipotesi di una revisione al ribasso del Regolamento UE sugli standard di emissioni di CO₂ per le nuove auto, caldeggiata dall'associazione dei costruttori ACEA e da esponenti politici come il relatore del Parlamento europeo Massimiliano Salini. Un indebolimento dei target comporterebbe, secondo le stime di T&E, circa 49 milioni di veicoli elettrici in meno nell'Unione Europea entro il 2040. Questo scenario costringerebbe a una maggiore spesa per i combustibili fossili pari a 28 miliardi di euro all'anno a livello comunitario, di cui ben 4,7 miliardi di euro a carico della sola Italia. Inoltre, per compensare la minore capacità di accumulo mobile, l'Europa si vedrebbe costretta a espandere la propria capacità di riserva di 13 GW aggiuntivi, una quota equivalente alla costruzione di circa 150 centrali elettriche di picco.
L'eventuale riduzione della flotta elettrica circolante provocherebbe danni diretti anche allo sviluppo e all'efficienza delle energie rinnovabili. Senza il supporto dei veicoli per assorbire i picchi di generazione, l'attrattività degli investimenti nel settore crollerebbe, portando all'installazione del 37% in meno di nuovi impianti solari nell'UE tra il 2025 e il 2040. A causa del mancato stoccaggio, l'Europa rischierebbe di perdere 6 TWh di energia pulita ogni anno entro il 2040, un quantitativo idoneo a soddisfare il fabbisogno annuo di oltre un milione e mezzo di famiglie. A ciò si aggiungerebbe un aggravio economico di 4 miliardi di euro all'anno per il potenziamento delle infrastrutture di rete, necessario per l'assenza di veicoli in grado di cedere energia a livello locale.
Per sventare questi rischi, T&E sollecita le istituzioni europee a non alterare gli attuali obiettivi sulle emissioni, assicurando così la massa critica di vetture indispensabile per la sostenibilità del V2G su ampia scala. Al contempo, l'organizzazione rileva come la maggioranza delle auto elettriche attualmente in commercio non risulti predisposta per la ricarica bidirezionale. A tal proposito, viene richiesta l'introduzione di un vincolo normativo all'interno del regolamento "Automotive Omnibus" dell'UE, che renda obbligatoria l'installazione di caricatori di bordo bidirezionali e interoperabili su tutti i nuovi veicoli elettrici entro il 2032.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di GreenCity.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.
Categorie: Mobilità
Tag:
Notizie che potrebbero interessarti:
Idee per viaggiare in modo consapevole: le...
Nilox lancia la nuova e-MTB MB10: la mountain...
Valtellina su due ruote: il paradiso del...
Parco auto italiano: la transizione green...
Mercato auto: segnali di crescita a maggio, BEV...
Mercato auto europeo: aprile in crescita, ma...