FSC, in Italia aumentano del 10% le foreste e del 12,2% le filiere certificate

Pubblicato il: 07/02/2022
Autore: Redazione GreenCity

I settori imballaggi, arredo e moda sempre più attenti alla sostenibilità. Lo dicono i numeri 2021 del Forest Stewardship Council (FSC) Italia. Rinnovato slancio anche nella parte forestale: si estendono i boschi gestiti in modo sostenibile e aumenta l’investimento nella valorizzazione dei servizi naturali.

La pandemia non ferma in Italia la sensibilità verso la gestione “green” dei boschi e delle relative filiere: la conferma viene dai dati 2021 di FSC Italia, l’organizzazione no profit che si occupa a livello globale delle attività forestali sostenibili. Lo scorso anno infatti ha visto un aumento del 10% degli ettari di boschi gestiti in modo sostenibile (con un’attenzione sempre più forte verso la verifica degli impatti su fattori come acqua, suolo, biodiversità, stoccaggio dell’anidride carbonica e funzioni turistico-ricreative e culturali) e del 12,2% delle certificazioni di filiera (carta, arredo, imballaggi e fashion). 

In Italia le foreste certificate superano i 75 mila ettari
Sono 75.213,99 gli ettari attualmente certificati secondo gli standard FSC nel nostro Paese (su un totale di 11 milioni di ettari, dati Inventario Nazionale delle Foreste): l’aumento, rispetto all’anno precedente, sfiora il 10% e si tratta della percentuale più alta degli ultimi tre anni. Fra gli ultimi ingressi, anche foreste nel Sud Italia e nelle Isole, sia con proprietà pubbliche medio-grandi (come il Comune di Lariano a Roma e il Parco Regionale del Matese, in Campania) che con realtà private medio-piccole come il bosco misto a sughera di Gianna Masu a Tempio Pausania o le sugherete della Società Agricola Limbara e di Pianos, entrambe in provincia di Sassari. “Accanto a realtà forestali più tradizionali, nel 2021 si è assistito ad un forte interesse per la certificazione FSC da parte di realtà coinvolte nella sughericoltura, che possono contribuire a rendere più sostenibile non solo il settore vinicolo, ma anche quelli della moda e della bioedilizia” conferma il Direttore di FSC Italia, Diego Florian.
L’incombere della crisi climatica e la consapevolezza dell’urgenza di interventi in questo ambito, spinge inoltre sempre più a valorizzare i servizi naturali o ecosistemici, asset fondamentale per le realtà forestali già certificate FSC che vogliono attirare potenziali investitori e promuovere gli impatti della gestione forestale responsabile su fattori come il ciclo dell’acqua, la preservazione della fertilità del suolo, la tutela della biodiversità, la cattura della CO2 o lo sviluppo delle funzioni turistico-ricreative e culturali del bosco: l’Italia è stato il primo Paese al mondo, nel 2018, a certificarli sulle aree gestite dal Gruppo Waldplus nel Nord Italia, a cui nel tempo si sono aggiunte altre realtà, come l’Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia a Sabbioneta (Mantova), l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Regione Lombardia (ERSAF), l’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve (Firenze), l’Azienda Agricola Maria Luisa Rosseghini (Cremona) e la Magnifica Comunità di Fiemme (Trento).
Sono tre le nuove realtà che nel corso del 2021 scelto questa via: Agris Sardegna (l’agenzia regionale per la ricerca in agricoltura), la Partecipanza dei Boschi di Trino (Vercelli) e la già citata Gianna Masu (Sassari). 

Sempre più attenzione ai boschi nelle filiere produttive
Sono aumentati del 12,2% nell’ultimo anno i certificati di filiera FSC: al 31 Dicembre 2021 sono 3.178 e fanno riferimento alla cosiddetta Catena di Custodia (CoC); l’aumento è stato più alto degli anni precedenti, quando si attestava intorno al 10%. Sono oltre quattromila in Italia i siti produttivi coinvolti e FSC risulta essere il marchio di certificazione forestale più conosciuto, con una brand awareness del 70%, cresciuta di dieci punti percentuali in quattro anni (fonte: Ricerca Globescan sul marchio FSC, 2021). “Stiamo assistendo a una accelerazione anche in questo ambito – spiega Florian – e a una maggiore consapevolezza ambientale corrisponde la richiesta di soluzioni praticabili, sicure ed affidabili a problemi come la deforestazione e la crisi climatica”.
I settori merceologici con i maggiori incrementi si riconfermano quello del packaging (1.210 certificazioni totali, +17% rispetto al 2020 e 176 nuove certificazioni); dell’arredamento per interni ed esterni (608 certificazioni totali, +14% in un anno e un record di 99 nuove certificazioni nel 2021), del tessile (130 certificazioni totali , +39,7% e un incremento di 37 unità rispetto al 2020).


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Categorie: Green Life

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