Corretto smaltimento pile esauste: Remedia lo spiega ai cittadini

Pubblicato il: 12/11/2019
Autore: Redazione GreenCity

Complici le dimensioni ridotte di questa tipologia di rifiuto e la mancanza di un’adeguata consapevolezza sulle possibilità di riciclo a disposizione, in Europa meno della metà delle pile vendute viene riciclato.

Cosa fare delle pile che hanno smesso di funzionare? Lo spiega Remedia - Consorzio leader nella gestione eco-sostenibile di tutti i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), pile e accumulatori esausti - attraverso un divertente video educational che mostra le buone pratiche per un corretto riciclo.
Il video, che arriva dopo il clip “gemello” su come riciclare i RAEE, viene lanciato proprio come strumento semplice ed efficace per la diffusione delle buone pratiche – ancora poco conosciute – di gestione delle pile portatili esauste e in un’ottica più ampia di promozione di uno sviluppo sostenibile, dato che, secondo le stime europee, solo meno della metà delle pile portatili vendute viene correttamente riciclato.
Telefoni, computer, telecomandi, mouse, orologi, giocattoli, persino monopattini e droni. Tutti questi oggetti di cui non possiamo fare a meno, funzionano grazie alle pile. Quando però smettono di funzionare, occorre sostituire le pile esauste con nuove pile. E quelle vecchie? Diventano rifiuto tecnologico e devono essere oggetto di raccolta differenziata, affinché ne siano garantiti il corretto riciclo e la tutela dell’ambiente: infatti, contengono sostanze quali mercurio, piombo e cadmio che, se rilasciate nell’ambiente, possono rivelarsi altamente dannose.
Basti pensare, ad esempio, che un solo grammo di mercurio contenuto in una pila può inquinare oltre 1.000 litri d’acqua. Non solo: alcune sostanze contenute nelle pile e negli accumulatori - come nichel, terre rare, zinco, litio, manganese, ferro... - sono materie prime riciclabili, che possono essere recuperate e riutilizzate per creare nuovi prodotti, innescando così un positivo esempio di economia circolare. Il loro corretto riciclo, come per tutti i rifiuti tecnologici, porta dunque con sé importanti benefici ambientali ed economici.
L’impegno di Remedia in tal senso, rendicontato all’interno del Green Economy Report, è stato quello di gestire 124.818 tonnellate di rifiuti tecnologici, di cui il 9% (oltre 10mila tonnellate) costituito da pile e accumulatori. Molti cittadini non sono ancora a conoscenza delle giuste modalità di conferimento delle pile portatili: spesso, dopo l’uso, vengono “abbandonate” in un cassetto, infilate in qualche scatola o gettate nell’indifferenziata.
Il video di Remedia, non a caso dal titolo “Pile esauste: piccolo rifiuto, grande cuore”, invita dunque ad usufruire dei servizi gratuiti di riciclo a disposizione di ognuno di noi, come l’isola ecologica del proprio comune di riferimento o gli appositi contenitori per la raccolta, che gli esercizi commerciali che vendono pile portatili, hanno l’obbligo di a mettere a disposizione del consumatore. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di fornire un servizio plus al cittadino, incentivando quei piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza per noi e per l’ambiente.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di GreenCity.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.

Categorie: Green Life

Tag:

Canali Social: