A Roma la mostra "Cittadini del mare"

Pubblicato il: 30/09/2019
Autore: Redazione GreenCity

Dal 3 ottobre le fotografie dei pescatori realizzate da un progetto Federparchi e WWF.

Le Aree Marine Protette possono offrire un contributo decisivo allo sviluppo della piccola pesca facendone un laboratorio di sostenibilità  all’interno dei loro perimetri  ed un modello da esportare anche al di fuori delle zone tutelate. 
Dal 3 al 20 ottobre i momenti che scandiscono la vita e il lavoro dei pescatori artigianali saranno visibili nella nuova Mostra fotografica “Cittadini del mare”, un’esposizione di 50 suggestive opere del fotografo romano Carlo Gianferro installata al Museo di Roma in Trastevere e che verrà inaugurata mercoledì 2 ottobre alle ore 17.30 (piazza S.Egidio 1b).
La mostra è stata prodotta e realizzata dal WWF Mediterraneo al termine del progetto finanziato dalla UE - FishMPABlue2/programma Interreg MED– che vede come capofila Federparchi: nei tre anni di attività di FishMPABlue2 è, infatti, stato realizzato un lavoro di raccordo fra gli enti gestori delle AMP e  i pescatori, sperimentando nuove forme di collaborazione e partecipazione nelle Aree Marine.
L’esposizione è frutto del lavoro durato 9 mesi portato avanti del fotografo Gianferro che ha catturato la vita quotidiana dei pescatori artigianali che operano in quattro diverse Aree Marine Protette: Telascica in Croazia, Cap Roux in Francia, Zante in Grecia e Isole Egadi in Italia. Nelle immagini scaturite da questo ‘microcosmo’ emerge il rapporto simbiotico tra pescatori artigianali ed ecosistemi marini e soprattutto, l’importanza centrale del loro ruolo per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio più grande, il Mar Mediterraneo.
I risultati delle attività e in particolare l’impatto positivo, in termini ambientali, economici e sociali, della collaborazione fra la piccola pesca artigianale e le AMP, verranno presentati il 1° e il 2 ottobre a Roma presso la Commissione generale della FAO per la pesca nel Mediterraneo (via Vittorio Colonna 1, Roma; inizio ore 14) durante l’evento conclusivo del progetto FishMAPBlue2. 
Il Mediterraneo è un mare antico che ormai da decenni è messo sotto pressione dall’intervento umano. La pesca intensiva, quella illegale, e la scarsa attenzione alla risorsa in termini di tutela della biodiversità, hanno portato ad un sovrasfruttamento dell’80% delle risorse ittiche disponibili, con particolare riferimento a quelle maggiormente richieste dal mercato. L’inquinamento è ai massimi storici: la plastica rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e spiagge e provoca oltre il 90% dei danni alla fauna selvatica marina.
A tutto ciò si aggiungono gli effetti devastanti del cambiamento climatico globale che provoca modifiche nell’ambiente marino e nelle condizioni di vita delle specie che lo popolano, facilitando la diffusione di specie aliene spesso in competizione con quelle Mediterranee, come dimostrato anche dal recente report IPCC (“Intergovernmental Panel on ClimateChange”). 

“In questo scenario, le donne e gli uomini che da generazioni rappresentano il patrimonio culturale e storico della pesca tradizionale del Mediterraneo, sono una risorsa fondamentale da valorizzare nella lotta alla perdita di biodiversità del nostro mare. Il loro coinvolgimento verso la creazione di nuovi modelli di pesca più rispettosi del mare è necessario e fondamentale, per il benessere e la sopravvivenza delle nostre specie, ma lo è altrettanto per i piccoli pescatori stessi che rischiano di scomparire come categoria. La valorizzazione del loro pescato di qualità, la diversificazione delle attività di pesca con particolare riferimento al pescaturismo dovrebbero essere incentivate come la formazione dei pescatori del futuro perché siano sempre più sentinelle e custodi della ricchezza del nostro mare e dell’identità costiera” afferma Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia. 


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Categorie: Green Life

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