Parco Nazionale Gran Paradiso: al Parco, fra storia e leggenda

Pubblicato il: 27/06/2018
Autore: Redazione GreenCity

Cavalli, re e streghe: fra le valli del Parco Nazionale Gran Paradiso c'è spazio per la tradizione, la cultura e lo sport immersi nella natura.

"C'era una volta un re che andava a caccia sulle montagne piemontesi": potrebbe essere questo l'incipit della storia di Vittorio Emanuele II, il sovrano che ogni anno, nei mesi estivi, si trasferiva con un imponente seguito sulle montagne fra Piemonte e Val d'Aosta per lunghe battute di caccia. E fu proprio lo stesso sovrano, che amava moltissimo queste valli, a decidere di donare la sua riserva di caccia allo Stato Italiano perché ne facesse un'area protetta e tutelasse i pochi stambecchi rimasti. Dove la Valle Orco è stretta e angusta, sorge Noasca, il piccolo centro da cui transitavano il sovrano, i battitori e i servi per raggiungere la casa di caccia del Gran Piano costruita in quota, qui si allestiva un grande accampamento dove il Re trascorreva fino a 15 giorni conducendo una vita spartana, da amante della montagna quale lui era.
Oggi, come accade ogni anno, "Noasca da re" riporta in vita la Storia: nel weekend del 7 e 8 luglio sono infatti in programma iniziative che vi catapulteranno all'epoca di Vittorio Emanuele II, con rievocazioni in abiti d'epoca, un banchetto con i cibi che venivano serviti al campo e giochi amati dal sovrano.
Per prenotazioni informazionihttp://www.pngp.it/noasca-da-re.

Categorie: Green Life

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