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Impatto ambientale dell'edilizia: la ricerca Deerns fa luce sulle emissioni e sulla sostenibilità dei cantieri

Pubblicato il: 04/11/2026
Autore: Redazione GreenCity
L'analisi della società internazionale di ingegneria evidenzia l'impatto ambientale della fase di costruzione: quasi la metà delle emissioni legate alle lavorazioni deriva dai consumi elettrici. In un settore responsabile del 37% della CO₂ globale, la decarbonizzazione richiede cantieri più efficienti, fonti rinnovabili e prefabbricazione.

L'attenzione sulla sostenibilità in edilizia si concentra tradizionalmente sulle prestazioni energetiche a immobile ultimato, trascurando una componente cruciale del bilancio ambientale: l'impronta carbonica generata durante i lavori. Secondo il Global Status Report for Buildings and Construction 2025–2026 dell'UNEP, l'intero comparto edilizio è responsabile del 37% delle emissioni globali di CO₂ e di quasi la metà dell'estrazione mondiale di materiali. Per fare luce sulle fasi meno visibili del ciclo costruttivo, Deerns ha condotto uno studio basato sull'analisi del Life Cycle Assessment (LCA) e sul monitoraggio pluriennale di dati reali di cantiere, tracciando consumi energetici, gestione dei rifiuti e centinaia di trasporti.

I risultati dell'indagine quantificano le emissioni derivanti dalle lavorazioni in cantiere (fase A5) in 11,30 kg di CO₂ equivalente per metro quadrato, a fronte dei 6,95 kgCO₂e/m² imputabili al trasporto dei materiali verso il sito (fase A4). L'impatto operativo supera dunque quello logistico di oltre il 60%, con un dato di rilievo: quasi la metà delle emissioni operative è riconducibile al consumo di energia elettrica per l'alimentazione delle attrezzature e dei macchinari. Il valore misurato si rivela nettamente inferiore ai benchmark di riferimento RICS stabiliti per cantieri analoghi in Regno Unito, Danimarca e Paesi Bassi, compresi tra 19 e 30 kgCO₂e/m².

Come spiegato da Giambattista Brizzi, Expert Building Physics di Deerns Italia, la riduzione dell'impronta carbonica richiede una strategia strutturata su cinque leve chiave: elettrificazione delle macchine, impiego di impianti fotovoltaici temporanei, ottimizzazione logistica, gestione dei rifiuti e formazione del personale. Un ruolo determinante è svolto dalla prefabbricazione e dall'edilizia off-site, in grado di ridurre i tempi esecutivi, limitare gli sprechi ed evitare extracosti. L'adozione di un approccio basato su misurazioni reali – sull'esempio del mercato francese – e l'investimento nelle competenze degli operatori rappresentano i presupposti fondamentali per trasformare la fase di cantiere in una leva attiva della transizione ecologica.



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