La moratoria sulla coltivazione della soia negli
Stati dell’Amazzonia brasiliana, avviata dieci anni fa su iniziativa di
Greenpeace, prorogata finora di anno in anno, è diventata permanente.“Questo definitivo rinnovo della moratoria garantisce a produttori e rivenditori di potersi approvvigionare di soia che non contribuisce alla deforestazione in Amazzonia, anche in tempi di crisi ambientale e politico-economica in Brasile” afferma
Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia.
Greenpeace è tra le firmatarie, insieme ad altre realtà della società civile, dell’industria e del governo brasiliano, dell’accordo che garantisce che la soia non è frutto della deforestazione,
di pratiche schiavili e di minacce alle terre indigene.
Dalla firma della moratoria, l’area coltivata a soia negli Stati dell’Amazzonia brasiliana
è cresciuta da oltre un milione di ettari a 3,6 milioni, con appena lo 0,8 per cento di crescita in aree di recente deforestazione.
“Questo aumento elevato della produzione, pur nel rispetto della moratoria, è la prova di quanto fare a meno di distruggere la foresta sia un buon affare” commenta Campione.
Deforestazione Zero è parte degli obiettivi fissati dalle Nazioni unite e sottoscritti da numerosi Paesi, tra cui il Brasile: la moratoria sulla soia è uno dei migliori esempi di come possa essere un obiettivo raggiungibile.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di GreenCity.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.
Notizie che potrebbero interessarti:
Giornata Mondiale degli Squali: dal Golfo di...
SynFONy 2026: i traghetti diventano laboratori...
Roma, l'emergenza caldo è strutturale: il nuovo...
Clima e correnti oceaniche: il futuro...
Siccità, l'allarme di Finapp: Alpi senza neve e...
Italian Turtle Day: Plastic Free promuove...