In India il Ministero degli Affari Interni blocca i conti di Greenpeace

Pubblicato il: 17/04/2015
Autore: Redazione GreenCity

Amnesty International India ha commentato il blocco dei fondi di Greenpeace India affermando che «le misure estreme adottate dal Governo per neutralizzare un'organizzazione che promuove le voci di alcune delle persone più impotenti del Paese danneggiano e fanno vergognare l’India. L'intolleranza al dissenso finirà soltanto per indebolire la nostra società».

Il Ministero degli Affari Interni indiano ha bloccato i conti nazionali di Greenpeace India. Tale decisione segue il blocco temporaneo della possibilità di ricevere fondi dall’estero, decretato la settimana scorsa dallo stesso Ministero, a causa di presunte violazioni della legge indiana che regola questo tipo di operazioni, il Foreign Contribution Regulation Act (FCRA).
Secondo le autorità indiane, l’uso che Greenpeace fa di questi fondi – con l’obiettivo di difendere l’ambiente in India e a livello globale – pregiudicherebbe l’interesse pubblico ed economico della nazione.
«Seguiremo il giusto iter e risponderemo al reclamo del Ministero degli Affari Interni circa la violazione del Foreign Contribution Regulation Act, portando la questione in tribunale», ha dichiarato Samit Aich, Direttore Esecutivo di Greenpeace India. «Ma il governo ha ora bloccato anche i nostri conti nazionali e sta cercando di impedire che i cittadini indiani supportino il nostro lavoro per un’aria più pulita, in difesa delle foreste, per un cibo senza pesticidi e un ambiente più vivibile. Questa vicenda non riguarda solo il diritto costituzionale e inconfutabile di Greenpeace India di ricevere fondi dall’estero: questo è un tentativo del governo di fermarci, semplicemente ignorando le preoccupazioni di centinaia di migliaia di indiani che condividono le nostre campagne, e quelle degli oltre 70 mila che ci sostengono finanziariamente».
Greenpeace India riceve il 70 per cento dei propri fondi da cittadini indiani, e il Ministero degli Affari Interni ha ora ordinato che anche questi fondi vengano congelati, nonostante nel Foreign Contribution Regulation Act non ci sia alcuna clausola che lo consenta. Nei cinque giorni trascorsi da quando la notizia della sospensione della ricezione di fondi dall’estero è stata resa pubblica, molti cittadini indiani si sono impegnati a sostenere Greenpeace. La decisione odierna, tuttavia, blocca anche questa fonte di finanziamento per l’organizzazione.
Non è la prima volta che il Governo indiano prova a bloccare i fondi che Greenpeace India riceve dall’estero, anche se in passato l’intervento della magistratura aveva ripristinato i flussi. Lo scorso 20 gennaio, l’Alta Corte di Nuova Delhi aveva ordinato di rendere nuovamente disponibili i fondi esteri bloccati – inviati a Greenpeace India da Greenpeace International e dalla Climate Works Foundation – definendo l’azione del Ministero degli Affari Interni arbitraria, illegale e non costituzionale, e confermando dunque la legittimità delle campagne che l’organizzazione ambientalista porta avanti in India.

Categorie: Ambiente

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