Green Hill: condannati tre dirigenti

Pubblicato il: 23/01/2015
Autore: Redazione GreenCity

Il tribunale di Brescia ha accolto le tesi del Pm Ambrogio Cassiani secondo le quali i cani, se malati, non venivano curati ma soppressi perché non più utili agli obiettivi aziendali.

Il Tribunale di Brescia ha condannato per il reato di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e 544ter del Codice penale) ad un anno e sei mesi Ghislane Rondot, co-gestore di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group, e Renzo Graziosi, veterinario. Un anno anche al direttore dell’allevamento Roberto Bravi. Assolto invece il secondo gestore Bernard Gotti per non aver commesso il fatto.
Il Pubblico Ministero Ambrogio Cassiani, nella sua requisitoria aveva chiesto per i capi d’imputazione del processo, 3 anni e 6 mesi per il veterinario Graziosi, 3 anni per Rondot e 2 anni per Bravi e Gotti. Inoltre aveva contestato a cinque dipendenti di Green Hill il reato di falsa testimonianza.
Condannata la pratica aziendale di uccidere i cani affetti da patologie per contenere i costi e perché non erano più idonei allo scopo: "ad esempio cuccioli uccisi perché affetti da dermatite, un problema risolvibile con
adeguate cure e alimentazione idonea, ma che ne pregiudicava l'utilizzo come cavie" sottolinea la Lav a cui il tribunale ha disposto un risarcimento di trentamila euro, disponendo anche il divieto per i condannati di allevare cani per i prossimi due anni.  
“La sentenza di condanna di Green Hill è un riconoscimento a tutte e tutti coloro che in tanti anni hanno partecipato a manifestazioni a Montichiari e in tante altre parti d’Italia e del mondo, hanno digiunato, firmato petizioni, realizzato inchieste giornalistiche, presentato denunce, scavalcato barriere fisiche e ideologiche che difendevano l’indifendibile – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV -  sapendo bene che “Oltre il filo spinato di Green Hill”, la vivisezione esiste ancora e uccide quasi 3000 animali al giorno, tutti i giorni, solo nel nostro Paese, e non da alcuna risposta positiva alla nostra salute: per questo la nostra battaglia è continua”. 

Categorie: Ambiente

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