Sicilia, aquile in volo nell'Oasi WWF Lago Preola

Pubblicato il: 12/11/2014
Autore: Redazione GreenCity

L'Oasi WWF Lago Preola e Gorghi Tondi, nel comune di Mazara del Vallo (Trapani) è un luogo di grande valore naturalistico e paesaggistico, un'insieme di specchi d'acqua di origine carsica particolarmente preziosi per la presenza di uccelli acquatici.

Sono addirittura di tre specie differenti le aquile che in questi giorni maestosamente sorvolano il Lago Preola in Sicilia, dando conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, dell'importanza che questa zona umida (situata nel comune di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani) riveste in termini di  biodiversità. Si tratta di un esemplare di aquila anatraia minore (Aquila pomarina ), uno di  aquila minore (Hieraaetus pennatus ) e, ultimo arrivato, un giovane al suo primo inverno, di aquila del Bonelli (Aquila fasciata).
L'aquila del Bonelli è tra le specie di rapaci a rischio estinzione, minacciata dal bracconaggio dei nidi e dalla distruzione degli habitat, ha in Sicilia ancora la propria roccaforte. Riconoscibile in volo per la macchia bianca sul dorso, l'aquila del Bonelli ha una  colorazione del piumaggio che  varia con l'età, la femmina  più grande del maschio si alimentano  di piccoli mammiferi, uccelli  e conigli selvatici. La specie, che  frequenta aree adibite all'agricoltura e pascolo, caratterizzate da zone a vegetazione arbustiva mediterranea, viene monitorata dagli operatori del WWF.
"La sfilata gloriosa delle aquile nell'Oasi WWF Riserva naturale siciliana del Lago Preola rappresenta, per noi "vecchi" del WWF - ha detto Fulco Pratesi, Presidente Onorario dell'Associazione -  una fonte d'immenso orgoglio. Ho sofferto di persona la tragedia degli  ultimi grifoni siciliani fatti fuori nel 1965 ad Alcara Li Fusi sui Nebrodi per una dissennata "lotta ai nocivi" col veleno. E poi la mitica aquila della Rocca del Crasto, nelle Madonie, uccisa quasi ogni anno, o i capovaccai e le aquile del Bonelli regolarmente rubati nel nido o impallinati da cacciatori/bracconieri per impagliarli. O i falchi pecchiaioli ("adorni") fucilati a migliaia sullo Stretto di Messina. Oggi le cose sono cambiate e credo che il merito vada anche a noi del WWF."

Categorie: Ambiente

Tag:

Cosa pensi di questa notizia?

Canali Social: