Greenpeace e coalizione Liberi da Ogm: stop alla primavera transgenica

Pubblicato il: 12/03/2014
Autore: Redazione GreenCity

La Task Force per un’Italia Libera da OGM: "E’ doveroso per difendere la volontà della maggioranza degli agricoltori e gli interessi di milioni di italiani che sono a favore di un’Italia libera da OGM".

Un ricorso al TAR del Lazio rischia di annullare il decreto interministeriale del luglio 2013 che vieta in Italia la semina di Ogm. Per fermare questa minaccia, otto associazioni appartenenti alla Task Force per un’Italia Libera da Ogm presentano al Tar del Lazio un atto d’intervento a sostegno  del Governo e dei tre Ministeri competenti contro il ricorso presentato da un agricoltore friulano.
In prima linea, a difendere i terreni agricoli nazionali dalle semine di mais geneticamente modificato sono AIAB, Associazione Nazionale Città del Vino, Coldiretti, Federbio, Fondazione Univerde, Greenpeace, Legambiente e Slow Food insieme con i dicasteri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute. Dall’altra parte l’agricoltore che - dopo aver seminato e raccolto mais Mon810 in Friuli nel 2013 - ha presentato ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento del decreto stesso.
In vista della pronuncia del Tribunale amministrativo che avverrà il prossimo 9 aprile, le otto associazioni  hanno depositato in questi giorni, insieme con i ministeri e la senatrice di Sel Loredana De Petris, un intervento ad opponendum al ricorso presentato contro il decreto. Il rischio di semine OGM nella prossima primavera – avverte la Task Force - deve essere affrontato con la massima urgenza perché potrebbe compromettere l’intero comparto agricolo italiano.
Se il TAR dovesse, infatti, accogliere il ricorso, è probabile che già dai giorni successivi verranno effettuate semine incontrollate di mais Mon810 in diverse regioni d’Italia.
"Un colpo durissimo per il nostro Paese. La coltivazione di OGM, infatti, può avere ricadute molto pesanti per le produzioni agricole e alimentari italiane basate sull’identità e il legame con il territorio d’origine, vanificando tutte le azioni portate avanti finora per tutelare il nostro Made in Italy e compromettendo l’intera filiera del biologico, perché dove si semina OGM la certificazione per la produzione biologica rischia di decadere a causa dei livelli di contaminazione genetica che si determinano" affermano le associazioni in una nota.


Categorie: Ambiente

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