Caccia, il bilancio del WWF

Pubblicato il: 03/02/2014
Autore: Redazione GreenCity

Il numero dei cacciatori diminuisce. In dieci anni, tra il 2002 e il 2012, le licenze di Porto di fucile a uso caccia sono scese del 21%, da 885 mila a poco meno di 700 mila, secondo la Polizia di Stato.

Si chiude la caccia, e il WWF prova a tracciare un bilancio. Senza dimenticare che nel Lazio il Presidente Zingaretti ha appena firmato una proroga per 4 specie (gazza, ghiandaia, colombaccio e cornacchia grigia), che si potranno cacciare fino al 10 febbraio. 
Dopo anni di lavoro portati avanti dagli avvocati del Panda
, dall’Ufficio legale dell’Associazione e dai volontari che svolgono l’attività di vigilanza ambientale il numero dei ricorsi contro i calendari venatori e le deroghe sull'uccisione di uccelli di piccola taglia sono in diminuzione.
"Raccogliamo i frutti delle battaglie che portiamo avanti da moltissimo tempo per il rispetto delle norme da parte delle Regioni italiane", commenta 
Patrizia Fantilli, responsabile dell'Ufficio legale del WWF Italia. "È stato grazie ai ricorsi e ai successivi pesanti interventi dell'Unione Europea che l'adozione di deroghe e il prolungamento ingiustificato dei calendari venatori hanno subito una frenata". 
Ma la caccia continua a fare vittime anche tra gli esseri umani: tra settembre e l'inizio di dicembre 2013 ci sono stati quattro morti e 16 feriti tra la gente comune, in base ai dati diffusi dall'Associazione Vittime della Caccia. 
"Accade anche per un grave difetto della legge italiana: è ancora in vigore l'articolo 842 del Codice civile, risalente al 1942, che consente ai cacciatori di entrare e sparare nei terreni privati, senza dover chiedere alcun permesso", spiega Fantilli.
Su questo il WWF ha presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ed è in attesa della sentenza. Il dato delle licenze è fuorviante, ricorda il WWF, infatti sono migliaia i fucili che vengono detenuti senza rinnovare la licenza annuale e che possono essere utilizzati. Insomma il passaggio dalla caccia legale a quella illegale in molti casi può essere più sottile di quanto si pensi.
E’ sul fronte del bracconaggio che c’è molto ancora da fare. E’ un fenomeno diffuso, non solo legato alle armi da fuoco e ancora troppo sommerso. Il tasso di illegalità e criminalità ambientale, in Italia, è così elevato che ogni 43 minuti si verifica un illecito, secondo i calcoli del Ministero dell'Ambiente. 

Categorie: Ambiente

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