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Venezia: attività di monitoraggio del delfino in Bacino San Marco

Pubblicato il: 10/02/2026
Autore: Redazione GreenCity
Un delfino che sceglie Venezia come casa e una città che risponde con scienza, tutela e collaborazione istituzionale.

Lo scorso 27 gennaio si è svolta la prima uscita congiunta per il monitoraggio del delfino che, da alcuni mesi, frequenta le acque del centro storico di Venezia.

L’iniziativa ha visto lavorare fianco a fianco il personale del CERT dell’Istituto di Biomedicina dell’Università di Padova e lo staff scientifico del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue della Fondazione Musei Civici di Venezia, con il supporto della Protezione Civile del Comune di Venezia. Questo primo incontro ha segnato l’avvio di un programma di osservazione periodica, alternato settimanalmente tra i due istituti, con l’obiettivo di seguire costantemente l’animale e raccogliere dati dettagliati sul suo comportamento, il suo stato di salute e le sue interazioni con l’ambiente urbano.

Questa mattina, martedì 10 febbraio, l’uscita settimanale è stata nuovamente affidata al Museo di Storia Naturale, che ha operato con il sostegno logistico e tecnico della Protezione Civile di Venezia, mediante mezzi ed equipaggi dedicati. Durante le due ore di osservazione in laguna, l'animale è stato seguito con grande attenzione secondo protocolli scientifici rigorosi. Gli esperti hanno registrato e documentato ogni aspetto del comportamento dell’animale: la frequenza e la durata delle immersioni, la sua posizione nello specchio d’acqua, e il grado di interazione con le imbarcazioni in transito. La raccolta di dati fotografici e video ha consentito di monitorare in modo accurato lo stato di salute del delfino e di verificare l’assenza di ferite o segni di sofferenza.

Il monitoraggio continua ad attirare l’attenzione non soltanto degli specialisti, ma anche di residenti e visitatori. Dopo essere stato avvistato per la prima volta nella laguna nei mesi estivi e aver nuotato nel Bacino di San Marco e nelle aree circostanti, l’animale ha dimostrato una particolare capacità di adattarsi a un ambiente altamente antropizzato, caratterizzato da intenso traffico navale e presenza di numerose imbarcazioni di linea e diportistiche. Le autorità e gli esperti stanno valutando con attenzione ogni indicazione raccolta per comprendere come garantire il migliore equilibrio possibile tra la sicurezza dell’animale e le esigenze della navigazione urbana.

Parallelamente all’attività di osservazione sul campo, In vista della stagione primaverile il progetto prevede iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, diportisti e visitatori, con l’obiettivo di promuovere comportamenti responsabili in acqua, rispettare le regole di sicurezza e favorire una pacifica convivenza con il tursiope.

Le iniziative in programma intendono prevenire potenziali problemi e favorire un clima di pacifica convivenza con l'animale, che è diventato ormai un residente in più del centro cittadino - dichiara Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale - Venezia vuole dimostrare che una presenza imprevista, come quella del nostro delfino, da potenziale problema può diventare un'ottima occasione di educazione ambientale per cittadinanza e ospiti internazionali. La dimostrazione che una città così particolare, sorta letteralmente in mezzo all'acqua, può far tesoro del suo essere anfibio per risolvere, come sempre ha fatto, ogni nuova sfida che il futuro ci  proponga. E farla diventare un'occasione di adattamento, virtuoso, in quel peculiare equilibrio fra uomo e ambiente che la civiltà veneziana ha sviluppato nei secoli.

Attraverso questa iniziativa scientifica e di monitoraggio, Venezia conferma la sua capacità di trasformare una situazione inaspettata in un’opportunità di conoscenza e dialogo tra scienza, istituzioni e comunità. Una sfida che la città affronta con rigore metodologico, consapevole dell’importanza di tutelare la biodiversità e di incoraggiare pratiche di rispetto e cura dell’ambiente marino urbano.

Il monitoraggio scientifico conferma che il delfino nel bacino è in buona salute e non presenta criticità comportamentali. La registrazione dei suoni tramite idrofono ha permesso di valutare positivamente il senso di orientamento e l’attività di caccia dell’animale – spiega Marco Bonato, dell’Università di Padova -  Il controllo avviene tramite l’osservazione della presenza dell’animale nel bacino e la documentazione fotografica della pinna dorsale, una vera e propria “impronta digitale” utile all’identificazione. I dati vengono raccolti in apposite schede durante sessioni di monitoraggio di circa un’ora a settimana, concentrandosi sull’interazione con i natanti e sullo stato fisico dell’animale. Le ferite riscontrate nei mesi precedenti risultano completamente rimarginate e non sono stati rilevati segnali di stress significativo. 

Grazie alla disponibilità dei volontari appartenenti ai Gruppi comunali, la Protezione Civile assicura una indispensabile attività di supporto logistico nel progetto di monitoraggio del delfino promosso dal Comune e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con l’Università di Padova - spiega il dirigente della Protezione Civile del Comune di Venezia, Francesco Vascellari - Parallelamente, sono previste azioni di sensibilizzazione rivolte a cittadini e diportisti per prevenire criticità e favorire una convivenza sicura con l’animale. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale finalizzata alla tutela della fauna e all’osservazione scientifica nel contesto urbano lagunare.



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Categorie: Ambiente

Tag: Ambiente