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Benessere dei pesci: forte interesse dei cittadini europei per garantire più tutele

Pubblicato il: 11/07/2024
Autore: Redazione GreenCity
I risultati di un sondaggio condotto da YouGov in cinque Paesi europei mostrano lo spiccato interesse da parte dei cittadini di avere normative che garantiscano maggiori protezioni per i pesci d’allevamento ed etichette con informazioni più trasparenti sulle condizioni di allevamento e macellazione.

Le associazioni Essere Animali e Observatorio de Bienestar Animal hanno commissionato un ampio sondaggio a YouGov in cinque paesi dell’UE – Francia, Germania, Grecia, Italia e Spagna – per valutare l’interesse dei cittadini nei confronti del benessere dei pesci allevati, in particolare trote, orate e spigole. Nel complesso, in tutti i Paesi analizzati emerge una significativa richiesta da parte delle persone di migliori standard di allevamento e di normative più stringenti. I risultati indicano anche una preoccupazione diffusa sugli attuali metodi di macellazione e la richiesta di pratiche più attente al benessere dei pesci negli allevamenti.

In Italia, 8 intervistati su 10 reputano che il benessere dei pesci sia “importante” o “molto importante” e vorrebbero che le etichette fossero trasparenti a riguardo. Inoltre, la grande maggioranza delle persone intervistate vorrebbe che venissero introdotte norme più stringenti per proteggere i pesci negli allevamenti – i quali al momento non sono tutelati da nessuna normativa specifica neanche nelle fasi finali di vita. Si osservano, inoltre, differenze statisticamente rilevanti a seconda che le persone siano o meno correttamente informate. La percentuale di chi vuole più tutele varia infatti dal 70% al 76%, con una sensibilità maggiore registrata nel gruppo esposto a un video che mostra le attuali pratiche di allevamento e di macellazione di spigole, orate e trote con particolare attenzione all'utilizzo in questa fase di miscele di acqua e ghiaccio che non sono in grado di garantire uno stordimento efficace. Questo significa che quando le persone sono consapevoli la loro richiesta al legislatore è più forte.

Oltre la metà (più del 60%) di chi è stato intervistato sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per orate, spigole e trote allevate secondo migliori standard di benessere, mentre un ulteriore 15-20% è incerto. Chi ha visto il video, inoltre, è significativamente disposto a pagare prezzi più alti, ad esempio per la spigola la percentuale di chi si dichiara pronto a pagare fino al 25% in più aumenta dal 3 al 7%, mentre per le trote passa dal 4 al 9%.

«I risultati del sondaggio commissionato a YouGov parlano chiaro: i cittadini italiani, come nel resto d’Europa, sono sensibili al benessere dei pesci e chiedono un maggior impegno per far sì che le loro condizioni all’interno degli allevamenti migliorino. Ma non solo, 8 italiani su 10 vorrebbero che ci fosse un’etichettatura più trasparente che segnali quali sono gli standard di benessere del pesce che acquistano, un elemento ancora completamente assente nel disciplinare di certificazione “Acquacoltura Sostenibile”, sviluppato dal Ministero dell’Agricoltura insieme alle associazioni di produttori di pesce (API) e di molluschi (AMA). È molto importante vedere che, nel frattempo, le aziende interessate a questo tema stanno iniziando ad agire pubblicando impegni specifici, cosa che rende ancora più urgente lo sviluppo di etichette trasparenti che permettano ai consumatori di differenziare i prodotti disponibili» dichiara Elisa Bianco, Responsabile del Corporate Engagement a Essere Animali.



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Categorie: Ambiente

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