WWF: il Covid-19 potrebbe avere un impatto drammatico sulla conservazione della natura

Pubblicato il: 12/05/2020
Autore: Redazione GreenCity

WWF: "Da una parte la riduzione dei finanziamenti dei governi alle aree protette e dall'altra il crollo del turismo in luoghi cruciali per la conservazione della natura, rischiano di aprire le porte a bracconaggio e altri crimini di natura".

Il WWF lancia l’allarme sugli gli impatti del Covid-19 sulla conservazione della natura. ll lockdown causato dal Coronavirus, in molti paesi ha ridotto il disturbo prodotto dall'uomo, abbassando i livelli di inquinamento, emissioni e rumore. Ma questa crisi, potrebbe rivelarsi per i bracconieri e altri criminali un'opportunità senza precedenti: l'assenza di visitatori e la scarsità di risorse per i controlli rende habitat minacciati e specie in pericolo di estinzione più esposti ai loro interessi.
Il WWF ha constatato come a causa della pandemia ci sia già stata una riduzione del 30% del budget destinato ad alcune specifiche aree protette. Allo stesso tempo le pressioni verso risorse naturali, specie e habitat protetti,  è andato crescendo. Durante la pandemia infatti nel mondo si è assistito ad uno spostamento in massa dalle aree urbane a quelle rurali, con un aumento della pressione sui luoghi selvaggi e ricchi di natura. Molte di queste persone, in mancanza di alternative, utilizzano le risorse naturali per soddisfare i propri bisogni e per combattere la fame.
In Sud America, in Russia e in altri paesi i ranger segnalano il preoccupante aumento delle persone che entrano nelle aree protette per la caccia e per la pesca.Tutto questo si aggiunge all'azione dei bracconieri veri e propri che, avvantaggiati dalla riduzione dei controlli per il lockdown e dalla scomparsa dei turisti (che hanno comunque un effetto deterrente su bracconaggio e altri crimini di natura), possono intensificare i loro crimini.
Sono state già registrate drammatiche segnalazioni, dentro e fuori da aree protette, fra queste l'uccisione di ibis giganti in Cambogia, il bracconaggio di rinoceronti in Sud Africa o traffici di pangolini dall'Africa all'Asia.
A questi effetti già di per sé nefasti per il futuro di specie minacciate d'estinzione, si aggiunge il rischio di infezione della fauna selvatica da Sars-Cov-2. In particolare i primati, geneticamente a noi molto simili, potrebbero essere i soggetti più a rischio. IL WWF in particolare teme che, esattamente come anni fa successe con la diffusione di ebola, popolazione di grandi scimmie – come i gorilla di montagna – che ancora oggi combattono per la sopravvivenza, possano ammalarsi di COVID-19.
Il WWF inoltre lancia una petizione per disinnescare una delle causa di bracconaggio nel mondo, ovvero i mercati di fauna selvatica. Tutte le informazioni sono disponibili su: wwf.it/illegaltrade


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Categorie: Ambiente

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