Legambiente: "Bene no all’ampliamento della piattaforma petrolifera Vega in Sicilia"

Pubblicato il: 24/04/2019
Autore: Redazione GreenCity

Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani: "Siamo davvero soddisfatti che il procedimento autorizzativo del progetto di ampliamento della piattaforma petrolifera Vega sia stato chiuso con un no definitivo".

Plauso di Legambiente al ministro dell’Ambiente per il no definitivo al progetto di ampliamento della piattaforma petrolifera Vega. “Con decreto ministeriale ho approvato la decisione della Commissione Via Vas e abbiamo dato valutazione negativa per 8 pozzi petroliferi nel canale di Sicilia, accanto alla piattaforma Vega, tra le più impattanti” ha dichiarato il Ministro Sergio Costa.
“Siamo davvero soddisfatti – commenta il presidente di Legambiente Presidente nazionale
Ingegnere ambientale, ha iniziato la sua storia in Legambiente nel 1998 grazie al servizio civile. Dal 2006 al 2011 ne è stato il responsabile scientifico, vicepresidente dal 2011 al 2015, direttore generale dal 2015 al 2018. È membro del Comitato scientifico di Ecomondo, la fiera di Rimini sullo sviluppo sostenibile, e dell’Osservatorio per l’analisi normativa dell’Arma dei Carabinieri. È stato componente del Gruppo di lavoro Mafie e ambiente degli Stati generali della lotta alla criminalità organizzata nel 2017 dal Ministero della Giustizia. È stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti della XIV legislatura e membro del Comitato di indirizzo sulla gestione dei Raee presso il Ministero dell’ambiente. È stato membro del Comitato direttivo di Chimica Verde Bionet e del Comitato di indirizzo di RemTech, la fiera di Ferrara sulla bonifica dei siti contaminati. Autore di numerose pubblicazioni di Legambiente.">Stefano Ciafani
 – che il procedimento autorizzativo del progetto di ampliamento della piattaforma petrolifera Vega sia stato chiuso con un no definitivo, respingendo l’istanza avanzata da Edison ed Eni, come avevamo chiesto formalmente al ministro anche con una mia lettera di un mese fa. Da tanti anni, infatti, l’associazione con i suoi circoli è impegnata a denunciare questa vicenda del tutto paradossale e i rischi rappresentati dalla deriva petrolifera a terra e in mare in Sicilia, come in Basilicata in Val d’Agri dove oggi le indagini si sono concluse con l’arresto del responsabile del Centro oli di Viggiano”.
“Lo abbiamo fatto con il lavoro del comitato regionale e dei nostri circoli locali – dice il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna –  come quello di Ragusa che ha scritto le osservazioni ai progetti di nuove trivellazioni in mare, contribuendo al diniego di nuove ricerche della Schlumberger o al rigetto del progetto di ampliamento della concessione Vega di Edison ed Eni, o quelli di Scicli e Pozzallo che hanno organizzato iniziative popolari contro ogni nuovo progetto petrolifero la scorsa estate al passaggio di Goletta Verde e nelle manifestazioni di piazza con gli studenti per lo sciopero mondiale sul clima promosso da Greta Thunberg”.

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Categorie: Ambiente

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