Inquinamento: già 11 le città fuorilegge per PM10 in Italia

Pubblicato il: 15/11/2018
Autore: Redazione GreenCity

Grave la situazione della Lombardia, dove tutti i capoluoghi di provincia hanno superato almeno in una stazione i 25 giorni di tolleranza per l'inquinamento da ozono troposferico.

Sono 11 le città già fuorilegge per aver superato il limite di 35 giorni all’anno con concentrazioni medie di PM10 superiori a 50 microgrammi/metro cubo, a partire da Lodi (centralina di viale Vignati) con 57 giorni, seguita da Torino (Rebaudengo) con 56, Milano (Senato) con 47 e poi Padova (Arcella) con 44, Alessandria (D'Annunzio) e Venezia (V. Tagliamento) con 41, Frosinone (Scalo) con 40, Asti (Baussano) e Pavia (Piazza Minerva) con 39, Cremona (Fatebenefratelli) con 37 e Reggio Emilia (Timavo) con 36. A mettere in evidenza questi dati è Legambiente.
Nonostante le piogge e quindi le condizioni favorevoli alla dispersione dell’inquinamento, lo smog nelle città italiane non sembra dare tregua, anzi verosimilmente da qui alla fine dell’anno molte altre città supereranno la soglia dei 35 giorni. E nemmeno i mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l’ozono troposferico - un inquinante secondario che si forma per reazioni fotochimiche a partire da inquinanti precursori quali gli Ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), spesso sottovalutato perché si forma nelle zone rurali - ha infatti superato in Emilia Romagna il limite di 25 giorni con una media mobile sulle otto ore superiore al valore di 120 microgrammi/mc nell’85% delle stazioni di monitoraggio regionali (29 su 34): Piacenza (Monte Cucco) con 80 giorni, Parma (Cittadella) con 67, Modena (Parco Ferrari) con 66, Reggio Emilia (S. Lazzaro) con 55 e Bologna (Giardini Margherita) con 39 i capoluoghi di provincia oltre i limiti di legge. Grave anche la situazione della Lombardia, dove tutti i capoluoghi di provincia hanno superato almeno in una stazione i 25 giorni di tolleranza per questo inquinante. Brescia, la città con la situazione peggiore della regione, secondo le elaborazioni di Legambiente Lombardia realizzate a partire dai dati delle stazioni ufficiali di monitoraggio, con ben 101 giorni di superamento, seguita da Monza (92), Lecco (88), Bergamo (85) e Varese (77). E purtroppo nulla si sa per il Veneto e il Piemonte, vista la mancanza di dati riassuntivi sui siti delle relative Agenzie regionali.
"I dati rivelano ancora una volta e in maniera evidente che il problema dell’inquinamento atmosferico non riguarda esclusivamente le aree urbane e i mesi invernali - dichiara Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente -. Se infatti le polveri sottili continuano ad essere uno degli inquinanti più critici, c’è un altro tipo di inquinamento che caratterizza maggiormente i mesi estivi, spesso sottovalutato, come quello da ozono. L’attività di informazione e sensibilizzazione è solo una parte della soluzione. Servono infatti interventi integrati e strutturali da parte delle amministrazioni. Dopo il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea per la procedura di infrazione sulla qualità dell’aria a carico del nostro Paese, ci saremmo aspettati un grande piano per tutta l’area padana, ma non solo. Provvedimenti efficaci però non se ne vedono, nonostante l’esistenza dell’Accordo di Programma per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano. Si continua a procedere a macchia di leopardo con misure anche in contrasto tra loro. Su tutto questo ci aspettiamo una netta inversione di tendenza, senza ricorrere a ulteriori proroghe nel raggiungimento degli obiettivi, per non trovarci a stretto giro a combattere l’ennesima emergenza smog”.

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Categorie: Ambiente

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