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PoliMI: le auto elettriche tornano a crescere nel 2025 conquistando fette importanti di mercato in Italia ed Europa

Pubblicato il: 24/09/2026
Autore: Redazione GreenCity
La transizione ecologica accelera grazie al rimbalzo delle immatricolazioni in Europa e in Italia e all'espansione dei punti di ricarica pubblici, ma l'incertezza del quadro normativo, la forte pressione della concorrenza cinese sui modelli economici e la distanza dai ambiziosi target fissati per il decennio rendono indispensabili politiche di supporto stabili e strutturate.

Il mercato della mobilità elettrica in Europa e in Italia ha registrato nel corso dell'anno 2025 una decisa ripresa, sia per quanto riguarda la diffusione dei veicoli sia per lo sviluppo delle relative infrastrutture, lasciandosi alle spalle un anno precedente caratterizzato da un calo generalizzato delle immatricolazioni. In Italia le nuove registrazioni di auto elettriche hanno raggiunto circa 193.000 unità, suddivise tra 98.000 veicoli puramente elettrici e 95.000 ibridi plug-in, portando la quota di mercato al 12,6% e segnando un incremento di circa 5 punti percentuali rispetto al 2024. Questo trend positivo, evidente già dalla prima metà dell'anno, si inserisce tuttavia in un contesto europeo in cui la penetrazione è notevolmente superiore, con una quota di mercato che ha toccato il 26,8% a fronte di circa 3,9 milioni di autovetture elettriche immatricolate complessivamente nell'area che comprende anche il Regno Unito e i Paesi dell'EFTA.

I dati provengono dallo Smart Mobility Report 2026, l'indagine redatta da Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano. Parallelamente alla crescita delle immatricolazioni, si è assistito a un'espansione delle infrastrutture di ricarica: alla fine del 2025 si contavano circa 1,3 milioni di punti di ricarica pubblici in Europa, con un incremento del 23%, mentre in Italia i punti attivi hanno raggiunto quota 77.000, segnando un aumento del 17% e una diffusione più rapida dei dispositivi di ricarica veloce. Nonostante questi progressi, il traguardo stabilito dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima di arrivare a 6,6 milioni di vetture elettriche in Italia entro il 2030 appare decisamente complesso da centrare. Proseguendo con i ritmi attuali, infatti, il parco circolante a fine decennio si fermerebbe a circa 3,1 milioni di veicoli, un numero che salirebbe rispettivamente a 3,6 milioni e a 4,2 milioni soltanto ipotizzando scenari caratterizzati da forti politiche di sostegno o da interventi radicali di decarbonizzazione.

Come evidenziato da Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy e responsabile del Report, l'andamento del mercato rimane fortemente legato alle normative e agli interventi legislativi, risultando ancora fortemente condizionato dalle direttive istituzionali. Per garantire la sostenibilità degli investimenti da parte degli operatori e dare continuità al processo di transizione ecologica, diventano indispensabili la stabilità, la chiarezza e l'adozione di meccanismi di supporto pluriennali, evitando al contempo l'incertezza generata dalla revisione contemporanea di molteplici provvedimenti normativi. Un'ulteriore dinamica di rilievo riguarda il commercio internazionale, dove per la prima volta l'importazione di autovetture dalla Cina verso l'Unione Europea ha superato l'export, raggiungendo un valore complessivo di 13,8 miliardi di euro nel 2025 e generando un saldo negativo di 5,4 miliardi, spinta in particolare dalla richiesta di modelli elettrici compatti e a basso costo che l'industria europea non copre adeguatamente.

Il quadro normativo europeo è attualmente sottoposto a una profonda revisione per bilanciare gli obiettivi di decarbonizzazione con la competitività industriale, introducendo flessibilità sugli standard emissivi che potrebbero tuttavia rallentare la diffusione dei veicoli a zero emissioni. In questo scenario, un contributo strategico fondamentale può arrivare dalle flotte aziendali, che costituiscono il 46% delle immatricolazioni in Italia e percorrono un chilometraggio triplo rispetto alla media annua, potendo fungere anche da volano per alimentare il mercato dell'usato a prezzi più accessibili. La survey condotta su un campione di aziende evidenzia tuttavia un livello di elettrificazione ancora limitato, con il 37% delle grandi imprese che non registra alcuna immatricolazione di auto a zero emissioni e solo una minoranza in linea con le ambizioni comunitarie, nonostante chi le utilizzi esprima giudizi ampiamente favorevoli in termini di benefici economici e di esperienza di guida.



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Categorie: Mobilità

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