Il mercato italiano del vino si conferma un comparto di primo piano per l'economia nazionale, registrando un valore complessivo di circa 3,1 miliardi di euro e oltre 713 milioni di litri venduti nel 2026. Secondo quanto emerso dal forum Wine IQ – A Glass of Insights, curato da NielsenIQ nell'ambito della nona edizione della Milano Wine Week presso il Milan Marriott Hotel, i consumatori italiani si dimostrano sempre più selettivi, spostando la propria attenzione dalla quantità verso la qualità e il valore dell'esperienza. Come sottolineato da Federico Gordini, presidente di Milano Wine Week, la capacità di analizzare i dati diventa fondamentale per accompagnare le imprese nell'intercettare le trasformazioni del settore.
In un quadro generale che evidenzia una flessione complessiva dell'1,3% a valore e del 2,8% a volume, il prezzo medio di vino e spumanti raggiunge i 4,31 euro al litro. A trainare la crescita del mercato sono in particolare spumanti e champagne, capaci di generare un fatturato di 793 milioni di euro con un incremento dell'1,1% a valore e dell'1,4% a volume. Particolarmente brillante risulta la performance dello spumante Metodo Classico, che fa registrare aumenti superiori al 6% a valore e al 9% a volume, confermando l'apprezzamento per le produzioni a maggiore valore aggiunto e fortemente legate all'identità territoriale.
La valorizzazione delle denominazioni locali rappresenta un altro fattore chiave per le aziende del settore. I dati NielsenIQ evidenziano crescite a doppia cifra per il Lugana DOC (+18,1% a valore) e per il Langhe DOC (+11,9% a valore), seguiti dal Primitivo di Manduria DOC (+7,5% a valore), dal Valpolicella Ripasso DOC (+5,2%) e dal Vermentino di Gallura DOCG (+5,1%). Parallelamente, la segmentazione dei prezzi apre opportunità sia per le fasce Premium e Super Premium sia per formule premium accessibili pensate per avvicinare nuovi pubblici.
Sul fronte dei canali di vendita, l'e-commerce si distingue per un dinamismo marcato, con una crescita del 6,7% a valore e del 7,6% a volume nell'ambito omnichannel, guidata principalmente dalle bollicine (+8,3% a valore). Nel canale Horeca, che conta oltre 459.000 punti di consumo in Italia, l'esperienza fuori casa rimane un pilastro per l'enogastronomia, sostenuta dal desiderio di socialità di quasi un italiano su due. In questo contesto, le aziende puntano a innovare linguaggi e formati per intercettare la Generazione Z: il 36% dei giovani della Gen Z dichiara infatti di consumare vino fuori casa, una percentuale del tutto assimilabile a quella registrata per soft drink, cocktail e spritz.
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