In vista della Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, istituita dall'UNESCO per il 17 ottobre, la Valtellina si riconferma uno dei distretti alpini con la maggiore densità di tradizioni vive e saperi storici riconosciuti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Tra le Orobie e le Alpi Retiche sono ben tre le pratiche immateriali ad alto impatto comunitario e paesaggistico. In primo luogo l'arte dei muretti a secco (riconosciuta nel 2018), fondamentale per il contenimento del dissesto idrogeologico e la creazione del cosiddetto "Paesaggio Rurale Storico": un'opera d'ingegneria contadina composta da circa 2.500 chilometri di muretti in pietra incastrata a mano che modellano 750 ettari di terrazzamenti dedicati alla viticoltura eroica del Nebbiolo delle Alpi. A questa si affianca la transumanza (riconosciuta nel 2019), il rito autunnale della discesa del bestiame dagli alpeggi a fondovalle, trasformato in momento festivo e identitario da comunità come quelle di Livigno, Valdidentro e Albosaggia. Infine l'alpinismo (riconosciuto anch'esso nel 2019 su candidatura transfrontaliera), inteso non come mera disciplina sportiva ma come corpus culturale basato sulla conoscenza della montagna, sulla responsabilità e sulla solidarietà.
Il quadro del patrimonio immateriale valtellinese si arricchisce inoltre della Cucina Italiana (riconosciuta patrimonio UNESCO nel 2025), che trova in valle espressioni di rilevanza internazionale come i Pizzoccheri della Valtellina IGP, la Bresaola della Valtellina IGP, i formaggi Bitto DOP e Valtellina Casera DOP, e i grandi vini Valtellina Superiore DOCG e Sforzato di Valtellina DOCG. Sul fronte ambientale si inserisce anche la cerca e cavatura del tartufo (riconosciuta nel 2021), sviluppatasi di recente soprattutto nella Costiera dei Cech e nel Morbegnese.
A fare da legame fisico e monumentale tra questi patrimoni intangibili è una gemma del patrimonio materiale mondiale: la Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina, patrimonio UNESCO dal 2008. Attraverso lo storico Trenino Rosso, la ferrovia collega Tirano a St. Moritz arrampicandosi fino ai 2.253 metri dell'Ospizio Bernina, testimoniando la perfetta integrazione tra l'opera ingegneristica dell'uomo e la maestosità dell'ambiente alpino.
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