Secondo i dati di recenti rilevazioni dell'Istat, il quadro del benessere degli italiani nel 2025 presenta luci e ombre. Il dato più positivo riguarda la sedentarietà, in calo di 2,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente: oggi il 30,8% della popolazione (circa 17,6 milioni di persone) dichiara di non praticare sport né attività fisica, un miglioramento netto se confrontato con il 39,9% registrato dieci anni fa. Nonostante questo trend virtuoso, l'Italia sconta ancora un ritardo rispetto alla media europea per quanto riguarda la diffusione dell'attività fisica costante tra gli adulti, un fattore che l'OMS ritiene cruciale per prevenire il 60% delle malattie croniche non trasmissibili.
Sul fronte del peso corporeo, la situazione appare cristallizzata: il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso, una quota che resta stabile da un triennio. Tuttavia, preoccupa l'evoluzione dell'ultimo decennio, che ha visto l'obesità salire dal 9,8% all'11,6%, colpendo oggi oltre 5,7 milioni di persone. In risposta a questa tendenza, nel 2025 è stata approvata la Legge n. 149, che riconosce ufficialmente l'obesità come malattia cronica, inserendo le prestazioni per la sua cura nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il problema non risparmia i più giovani: un minore su quattro è in eccesso di peso, con punte del 32,3% tra i bambini dai 3 ai 10 anni.
Per quanto riguarda le dipendenze e le abitudini al consumo, il panorama è in mutamento. Se la quota di fumatori (18,6%) e di consumatori di alcol a rischio (15,1%) rimane stabile, si assiste a una vera esplosione dei nuovi prodotti da fumo. In soli quattro anni, l'uso di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato è quasi raddoppiato, passando dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025. Questo dato sottolinea come, a fronte di una tenuta dei tabagisti tradizionali, stia cambiando radicalmente la modalità di assunzione di nicotina tra la popolazione.
Infine, l'analisi di genere conferma differenze marcate negli stili di vita: gli uomini sono più soggetti all'eccesso di peso (55,1% contro il 38,2% delle donne), ma risultano meno sedentari delle donne (27,2% contro 34,2%). Il divario di inattività fisica tende però a ridursi nel tempo, segno di una maggiore sensibilizzazione femminile verso lo sport. La sfida per il futuro, delineata nel Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, resta quella di agire sui comportamenti modificabili fin dalla tenera età per arginare patologie che rappresentano ancora la principale causa di mortalità nel Paese.
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Categorie: Green Life
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