Gli abitanti di Roma e Milano al primo posto in Europa per richiesta di città green

Pubblicato il: 11/05/2021
Autore: Redazione GreenCity

Gli abitanti delle città italiane di Milano e Roma al primo posto in Europa per richiesta di aria pulita, mobilità sostenibile e più spazi verdi: i risultati italiani della survey commissionata dal neo movimento europeo Clean Cities di cui fanno parte Legambiente e Kyoto Club.

Mesi di restrizioni dovute alla pandemia hanno innescato un notevole cambiamento nelle aspettative riguardo allo spazio urbano e alla mobilità. Gli abitanti delle città italiane, in particolare quelli di Roma e Milano, chiedono città più green e una più equa ripartizione dello spazio pubblico tra auto, ciclisti, pedoni e il trasporto pubblico. È quanto emerge in sintesi dai dati italiani del recente sondaggio europeo YouGov che ha preso come campione per l’Italia le città di Roma e Milano. L’indagine è stata commissionata dal neo movimento europeo Clean Cities, di cui Legambiente e Kyoto Club fanno parte insieme ad un cartello di altre associazioni, e che si pone come obiettivo quello di incoraggiare le città a passare al trasporto a emissioni zero entro il 2030. In base al sondaggio, gli abitanti dei due capoluoghi italiani hanno dimostrato di avere una visione più progressista e ambiziosa rispetto agli abitanti delle altre città oggetto d’indagine, confermando una volontà di cambiamento senza precedenti.
Quasi tutti i residenti (87%) desiderano delle città con più spazi verdi. Questo è il desiderio emerso più chiaramente da un’indagine su oltre 1.500 intervistati, con l’obiettivo di definire l’opinione pubblica sulla mobilità in città post Covid. Tra le richieste seguono il desiderio di più spazio per il trasporto pubblico (81%) e per poter camminare in città (76%). Sempre secondo il sondaggio online, l’82% dei residenti italiani – più che in qualsiasi altra città europea intervistata, dove la media è del 68% – vorrebbe che le autorità locali si concentrassero nel promuovere l’uso del trasporto pubblico, pilastro essenziale per la mobilità, stravolta pesantemente durante la pandemia. Dati importanti e interessanti che arrivano proprio mentre i governi si preparano a spendere quasi 700 miliardi di euro in fondi europei per la ripresa post-Covid, di cui il 37% è destinato a misure legate al clima, compresa la mobilità urbana sostenibile.
“I risultati del sondaggio – dichiara Andrea Poggio, responsabile mobilità di Legambiente – confermano che i cittadini italiani ed europei chiedono una svolta sulla mobilità. Nel Recovery Plan italiano si doveva mettere le città al centro molto di più di quanto previsto dal Governo, ma ora è il momento di attuare quanto previsto e soprattutto di affiancarvi scelte ambiziose per puntare a città a emissioni zero. Non esiste più alcuna ragione per rinviare cambiamenti che sono di interesse generale e che permetterebbero alle famiglie di muoversi meglio e vivere in città più sostenibili e sicure. Ai Ministri Cingolani e Giovannini chiediamo di segnare una svolta su queste scelte che oggi riscuotono di così grande consenso”.
L’inquinamento atmosferico nelle città, di cui il trasporto su strada è una delle cause principali, ha probabilmente relazioni di co-morbilità con il Covid ed è anche la prima causa di morte prematura per fattori ambientali. Intervistati online a marzo, più di tre quarti degli intervistati (84%) ha dichiarato di volere che le autorità facciano di più per proteggerli dall’inquinamento atmosferico. La percentuale del sondaggio più alta in Europa, insieme alle città spagnole. Inoltre, quattro su cinque (l’80%, più che in ogni altra città europea oggetto d’indagine, dove la media è 69%) vorrebbero che le amministrazioni locali si impegnassero nel proteggere i bambini dall’inquinamento dell’aria.
Ancora, più di chiunque altro coinvolto nel sondaggio, gli italiani (76%) vorrebbero una ripartizione più equa dello spazio pubblico tra auto, mezzi pubblici, ciclisti e pedoni. Gli intervistati hanno espresso un chiaro indirizzo anche rispetto alle auto. Infatti, i due terzi del campione (71%) ha affermato che, dopo il 2030, solo le auto a emissioni zero dovrebbero essere autorizzate a circolare nelle nostre città. Poco meno di due terzi (il 65%, sempre la percentuale più alta a livello europeo) sostengono l’importanza della chiusura delle strade nei pressi delle scuole ai veicoli inquinanti.

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Categorie: Green Life

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