Covid, schizza il prezzo del grano con +16% nell’ultimo mese

Pubblicato il: 26/10/2020
Autore: Redazione GreenCity

La produzione di grano duro nazionale per la pasta nel 2020 secondo l’Istat si colloca a 3,76 milioni di tonnellate, in leggera contrazione del 3,7% rispetto allo scorso anno mentre il raccolto di grano tenero per il pane è stimato in 2,74 milioni di tonnellate.

"Con l’avanzare della pandemia vola il prezzo del grano che fa registrare un aumento del 16% nell’ultimo mese che sta sconvolgendo il mercato dei prodotti agricoli a livello mondiale". E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti per i contratti future con consegna a dicembre alla chiusura settimanale del Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento internazionale delle materie prime agricole. L’andamento del cereale per uso umano più consumato nei paesi occidentali si riflette a livello mondiale nei diversi continenti ed anche in Italia dove le quotazioni del grano duro  per la pasta sono aumentate nell’ultimo anno di quasi il 20% per raggiungere un valore di 28 centesimi al chilo per il buono mercantile nazionale secondo l’analisi della Coldiretti sui dati della Granaria di Milano.
In controtendenza alle difficoltà dell’economia globale, la corsa a beni essenziali – sottolinea la Coldiretti – sta facendo aumentare le quotazioni delle materie prime agricole necessarie per garantire l’alimentazione delle popolazione in uno scenario di riduzione degli scambi commerciali e di cali produttivi dovuti all’andamento climatico ma anche per effetto del boom di richieste di alimenti non deperibili, nutrienti e di facile consumo per effetto delle misure di confinamento della popolazione nelle case per sconfiggere il virus.
Gli effetti della pandemia – continua la Coldiretti –si trasferiscono dunque dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle produzioni agricole la cui disponibilità è diventata strategica con l’incertezza sugli effetti della nuova ondata di contagi.
“L’aumento delle quotazioni alla borsa di Chicago conferma che l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia deve riscoprire la propria tradizione agricola per puntare all’obiettivo della autosufficienza a tavola per difendersi dalle turbolenze provocate dall’emergenza coronavirus che ha scatenato corse agli accaparramenti e guerre commerciali con tensioni e nuove povertà. Ci sono le condizioni per rispondere alle domanda dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – precisa Prandini – valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti".

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Categorie: Green Life

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