Coronavirus: cani e gatti esclusi come portatori

Pubblicato il: 12/03/2020
Autore: Redazione GreenCity

I veterinari di Barkyn, specializzati nell'assistenza sanitaria e alimentare per gli animali domestici, suggeriscono alcune misure igieniche precauzionali anche nei confronti dei nostri cani a partire da una più attenta pulizia delle mani e dal coprirsi la bocca in caso di tosse.

Il Coronavirus, originato nella provincia cinese di Wuhan, si è diffuso in Italia nelle scorse settimane con migliaia di contagi e centinaia di decessi, scaturendo dubbi e domande tra la popolazione, in alcuni casi causando panico e comportamenti controproducenti. Oltre a modalità ed effetti del contagio tra esseri umani, molti proprietari di animali domestici si stanno chiedendo come comportarsi per tutelare al meglio la salute del proprio amico a quattro zampe. Di fronte a questi dubbi, gli esperti veterinari di Barkyn raccomandano di stabilire misure preventive per evitare il contagio, sebbene non sia ancora chiaro se i cani possano contrarre l'infezione. 
In che modo l'infezione riguarda gli animali? COVID-19 appartiene a una famiglia di virus definita dall'acronimo CoV, origine di un gran numero di malattie, in grado di provocare sintomi diversi e colpire una numerosa varietà di specie animali, compresi i cani. Essendo il COVID-19 un virus proveniente da un'altra specie animale, in questo caso il pipistrello, sorge spontanea la domanda se gli animali da compagnia, come cani e gatti, possano infettarsi ed essere portatori dell'infezione, specialmente quando è comprovato il contagio tra diverse specie. Tuttavia, nessuna prova scientifica ha dimostrato che il virus può colpire cani e gatti, pertanto ad oggi essi vengono esclusi come portatori.
Nel caso del cane, esiste un tipo specifico di Coronavirus che colpisce questa specie e i cui sintomi sono molto diversi da quelli del COVID-19, che colpisce le persone. Il virus che infetta i cani è noto come CVC, esso è molto contagioso e colpisce gli animali più giovani con un sistema immunitario debole.
Questo virus provoca nei cani sintomi di tipo intestinale, simili al Parvovirus canino. Se il nostro animale dovesse esserne affetto, potremmo sospettarlo dall'insorgenza di febbre alta, perdita di appetito, tremore, vomito, problemi respiratori o diarrea, anche con tracce di sangue.
Sebbene non sia ancora stato dimostrato se possiamo trasmettere il virus ai cani, Alessia Troli, veterinaria di Barkyn, afferma che "anche per gli animali domestici ci sono misure preventive che possiamo adottare da subito. Così come per le persone, evitare il contatto con i malati è fondamentale, oltre a coprirsi la bocca con un fazzoletto o con l'interno del gomito quando si tossisce o starnutisce, va mantenuta un'igiene rigorosa prima di toccare il cane, lavandosi le mani con sapone o disinfettandole. Non portare il nostro cane in luoghi affollati è qualcosa che dovremmo sempre tenere a mente. In ogni caso, se rileviamo sintomi anomali nel nostro animale domestico - conclude Troli - la cosa più utile è evitare il fai da te e comunicarlo a un veterinario per una diagnosi più accurata".


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Categorie: Green Life

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