Bicchieri e stoviglie, capsule e cialde del caffè, sacchi per la spesa, buste per il pane e frutta e verdura e tanti altri oggetti che si trovano in commercio
vengono oggi realizzati con polimeri compostabili. Per agevolare i cittadini nello smaltimento di questa nuova tipologia di rifiuti
Amsa, Assobioplastiche e Comieco hanno lanciato a Milano la campagna di comunicazione
“Hai detto umido?” per scoprire e imparare a differenziare correttamente i nuovi materiali compostabili.
Gli oggetti realizzati con polimeri compostabili possono essere buttati nell’umido insieme agli scarti di cucina ed
essere trasformati in compost, migliorando la raccolta differenziata e riducendo l’impatto ambientale dei rifiuti. Per riconoscere questi prodotti basta verificare che siano certificati secondo lo standard europeo EN13432 e che riportino almeno uno dei seguenti simboli, accompagnato dalla scritta “compostabile”.
Tra i materiali che possono finire nell’umido ci sono
anche certe tipologie di contenitori in carta e cartone. “Se la confezione è pulita e ben svuotata va buttata nel bidone bianco”, precisa Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco, “ma se è sporca di cibo può essere buttata nell’umido e riciclata insieme al resto della frazione organica, così nulla va sprecato”.
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